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Ripartire dalle certezze. Belle o brutte che siano. Certezze che si chiamano attacco prolifico e difesa gruviera. Si cambia allenatore per capire cosa manca a questa squadra. Un centrale e un incontrista, lo sanno tutti. Ma occorre riflettere se quanto fatto finora è stato il massimo o si poteva dare di più. A partire dagli allenamenti dove speriamo ci si diverta di meno e si corra di più. Almeno fino a tenere 90 minuti. “Conditio sine qua non”per essere calciatore professionista.
Il governo ombra sembra eclissatosi e si risente la voce del padrone che seppur abbia la testa altrove non è certo un tipo a cui piace perdere.
La certezza del punto di penalizzazione è arrivata ieri. È legata alla maledetta fidejussione che è invece una incertezza. Certa per tutti ma fra trenta giorni e intanto ne son passati trecento.
Che voglia di vedere che faccia ha questa fidejussione, vorremmo conoscerla dopo mesi che la cerchiamo.
Vorremmo stringere la mano a chi la produrrà liberandoci da un incubo che dura da troppo tempo
Altro giro, altra corsa. Vediamo chi la vince. In palio c’ è la Pro Patria, mica noccioline.
Altra certezza è quella scritta sullo striscione: “basta patron, vogliamo chiarezza”. Il patron invidia quello striscione, lo vorrebbe appendere sui muri di Italsempione.
Cerca anche lui la stessa chiarezza e quindi è in cerca di una certezza.
 Vuole capire chi vuole questa Pro Patria, chi ha le capacità di rilevarla e di tenerla in vita. Chi è certo di avere la fidejussione per una trattativa chiara e certa.
Sembra che sul muro della sua azienda stiano per appenderne un altro di striscione che recita: “me ne vado si o no…”?
Fa rima con il “te ne vai si o no” che un po’ tutti i tifosi gli stanno dedicando. Paradossale che se lo chieda anche lui e la risposta è senza appelli: “voglio andarmene, fatemi andare”.
Ma, sembra che in troppi lo vogliano socio di un progetto che non gli appartiene più.
La Lega Pro potrebbe valutare la multiproprietà delle squadre, ma qui si cerca lo sharing della fidejussione.
Busto un passo avanti rispetto alla realtà quasi ai limiti della fantascienza.
L’unica certezza che ancora appartiene al patron è quella che il prossimo mese dovrà staccare un assegno per pagare gli stipendi dei giocatori.
E questa, fin che dura è la certezza che trasmette speranza e lascia aperta la porta del futuro.
Certamente si vorrebbe voltare pagina e quasi indispone dover ancora mentalizzare un “grazie patron” in quanto il pensiero stride come gesso sulla lavagna per quanto accaduto.
Ma, la realtà ha finora prodotto solo una vecchia certezza che sempre più fa rima con incertezza.
E questo è il punto che deve preoccupare di più, non altro.

Flavio Vergani

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