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Si sono distintamente sentite in tribuna le parole che mister Oliveira urlava in panchina:"Anche  se mi cacciano con me quello non gioca più".
Molti tifosi a fine gara si chiedevano a chi si riferisse l'allenatore tigrotto che in sala stampa ha chiarito l'episodio.
Seppur senza pronunciare il nome del giocatore le allusioni sono chiarissime e il destinatario del tutto identificabile in D'Errico.

Dice Oliveira: "mi ha fatto incazzare, pretendeva di giocare nonostante venisse dalla squalifica dopo la sua espulsione che già mi aveva penalizzato con il Giana. Poi l' ho messo in campo e non lottava su tutti i palloni. Non ha rincorso un avversario su una ripartenza. O si è squadra e tutti si corre e si soffre, altrimenti non si va da nessuna parte. Non mi è piaciuto l'atteggiamento con il quale è entrato in campo dopo aver preteso di giocare dal primo minuto".

Aggiungiamo noi che forse chi è causa del proprio male deve piangere se stesso. Bastava evitare il cambio e si sarebbero raggiunti due scopi: far capire al ragazzo l'inadeguatezza della sua pretesa e meglio bilanciato la squadra che in quel momento necessitava di dighe a centrocampo o in difesa piuttosto che un' ala offensiva.
La controprova nel calcio non esiste per cui magari finiva allo stesso modo. ma il buonsenso esiste e a volte occorre tenerlo in considerazione.

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