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L’ormai leggendaria fidejussione colpisce ancora e toglie ai tigrotti un punto per la penalizzazione scattata in giornata. Ritardato versamento dice la sentenza che fa coppia con quella dell’anno prima. Insomma, una tradizione. C’è penalizzazione e penalizzazione, questa non incide sulla possibilità di  prendere i contributi di Lega, per cui paghiamo dazio solo sul campo. Se avesse influito sui “danee” nessun dubbio che sarebbe stata pagata subito e in tempo. Ci rimette le penna anche Fiorenzo Riva amministratore unico della Pro Patria che si becca sei messi di inibizione.
Intanto sembra cambiato il vento. Nel passato le formazioni non sempre erano state figlie della performance in campo. Qualche volta per motivi chiari, altre volte per cause intuibili, seppur abilmente celate dietro il segreto di Pulcinella. Quei segreti inespugnabili per il gioco delle parti che fa dire “io so tutto voi no” e mette spesso in fuorigioco chi immagina senza avere le prove. Ma è pura illusione, a Busto le fetta di salame sugli occhi non le ha nessuno da sempre. Al massimo le salamelle, ma non sugli occhi.
Il vento sembra cambiato e due presunti titolari fissi sono stati esiliati in tribuna. Per due motivi diversi dice mister Monza: D’Errico perché deve capire quello che a lui si chiede, ossia un comportamento più “fair”in campo e fuori, a Lamorte una maggior tenuta fisica dopo averlo visto stanco in allenamento dopo il suo infortunio.
Linea dura che non fa una piega e fa capire che non ci sono titolari inamovibili stimolando la competizione.
Dall’altra ci si chiede se è questo il modo migliore per gestire i conflitti. In una squadra già piena di problemi e dal livello tecnico assai modesto rinunciare a chi finora è stato decisivo per la causa ci sembra un suicido.
Mister Monza ha tuonato a riguardo di D’Errico:”o cambia e decide di rimanere, oppure prenda altre strade”. Crediamo che D’Errico lo vogliano in molti per cui pensiamo non stia piangendo per l’out out societario. La domanda è chi potrebbe sostituirlo visto lo spessore del giocatore. Questo è quello che ci interessa da tifosi soprattutto dopo l’arrivo di bulgari messi a libro paga non si sa perché.
Per quanto riguarda Lamorte ci sembra strano che sia stato arruolato con l’Alessandria per poi vederlo spento la domenica dopo. Evidentemente c’è dell’altro a noi non noto per motivare la scelta.
Alla  fine la difesa non ha subito reti per cui l’azzardo è passato in secondo piano, avessimo subito tre reti ne avremmo dovuto riparlare.
L’attacco invece è rimasto a secco, certamente il modulo del “primo non prenderle” ne è stata la causa principale, ma c’è da chiedersi se con un Serafini a cui vengono chiesti sacrifici in fase di contenimento, Baclet ai box e D’Errico in castigo chi possa segnare in questa squadra.
A nostro avviso servirebbe una diversa gestione dei conflitti che porti ad una mediazione e non ad una esclusione.
Botturi, Arati, D’Errico sono stati messi fuori squadra per indurli alla ragione, casi che mai si erano visti a Busto in tali numeriche. Sappiamo perfettamente quel che accadde due campionati fa e quale opera di alta diplomazia esecutiva fu fatta dalla dirigenza per ricucire lo strappo. Crediamo che sia quello il modo corretto per trovare una soluzione non alla “Tafazzi”.
 Forse i troppi debuttanti in campo e fuori devono ancora imparare la lezione. D’altra parte l’espulsione di Baclet di Como avvenuta davanti ad una panchina spettatrice di quel che accadeva sotto i suoi occhi aveva già aperto dubbi in tale senso. Dubbi che adesso hanno una conferma.

Flavio Vergani

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