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Con le feste di Natale ancora in corso e con il Capodanno che bussa alle porte il pensiero corre sempre alla Pro Patria, soprattutto in vista del mercato di riparazione di gennaio, parola questa che calza a pennello per la nostra squadra che ha aspettato questo momento come la manna dal cielo biblica.
Sfogliando l’album dei ricordi ecco che m’imbatto nella stagione 2003-2004 che tante similitudini ha con quella attuale; quell’anno la Pro Patria terminò il girone d’andata con soli 12 punti, più o meno come oggi, con la magra consolazione che ora non occupiamo l’ultimo posto come in quella parte del torneo anche se, con il ritmo attuale, rischieremmo di arrivarci. Anche sulla questione allenatore non eravamo tanto differenti; se quest’anno gli allenatori “defenestrati” sono stati ben tre allora ci fu solo una sostituzione con Patrizio Sala che prese il posto di Carlo Muraro. Pure la situazione societaria non era certo delle floride, anche se non paragonabile a quella attuale. E qui ecco che scatta la nostalgia e anche la speranza.
Con uno scatto perentorio degno del buon Cipollini e con un moto d’orgoglio degno di un pugile ormai alle corde la società di allora mise a segno due colpi di mercato, di cui uno sensazionale; la Pro infatti ingaggiò Firmino Elia, attaccante dal fiuto del goal, ma soprattutto Paolo Tramezzani, giocatore di categoria superiore rispetto all’allora C1. Quest’ultimo divenne icona e bandiera biancoblu, rinverdendo i ricordi dei tifosi più anziani che vedevano in lui la reincarnazione di leggende e spirito passate, mentre Elia con i suoi goal contribuì alla fortune dei nostri colori.
La squadra di quella stagione, grazie a questi due importanti innesti, si salvò passando dai play out; la mia nostalgia e speranza per il futuro prossimo è che l’attuale società (sempre che ancora ci sia) prenda d’esempio le gesta di un passato non così lontano aiutando (e aiutandosi se si vuole fare quel determinato passo) la Pro a salvarsi, magari evitando pure i play out, cosa ancora non impossibile a questo punto della stagione.
Si dice che la storia sia ciclica, che le cose bene o male, seppur con alcune differenze si ripetono; ebbene chi siamo per smentire ciò?
Andrea D' Emilio 

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