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A Busto piove sul bagnato
Finisce il 2014 ma non sembra passato un anno in casa Pro Patria visto che tutto è rimasto uguale a prima. Vavassori sul ponte di comando e squadra sul fondo della classifica. Sentiamo il presidente del nostro club Roberto Centenaro sulla situazione venutasi a creare.
Presidente, tutto uguale a prima e non si scorge una nuova alba, deluso dal mancato cambiamento?
“Alla Pro Patria non c’è voglia di cambiare, siamo lontani dall’idea dello sport. È cambiato che lo scorso anno eravamo in mille sugli spalti quest’ anno siamo meno. La gente si sta stancando di questa situazione e non viene nemmeno più in trasferta.
Non voglio parlare solo di Pro Patria ma di calcio in generale dove vedo che non esiste più la passione di un tempo dei dirigenti. Oggi tutti sono legati a progetti personali da realizzarsi tramite l’acquisizione di club calcistici presenti in determinate aree di interesse. Non mi aspetto niente di nuovo qui e altrove. Occorre una rivoluzione del calcio che affermi che lo stesso è uno sport e non un modo per realizzare il proprio business”.
Un tuo bilancio sull’anno del Pro Patria Club, come è andato a livello di raggiungimento obiettivi?
“Dopo i successi degli scorsi anni, quest’ anno è stato interlocutorio. Manca interesse intorno alla squadra e di conseguenza non è possibile coinvolgere i tifosi in iniziative importanti. Come è possibile che un presidente dica ogni due per tre che vuole andarsene, vuole vendere, vuole fallire, vuole liquidare, costruendo squadre all’ultimo minuto con gente che va e gente che viene? Sono testimone del fatto che alla terza giornata di campionato del primo anno di presidenza Vavassori lo stesso mi disse che aveva intenzione di andarsene. Stiamo giocando con la passione della gente. Vavassori ha comprato una fuoriserie per poi venderne singolarmente il motore, i fari e le ruote. Adesso cosa pretende di vendere? I quattro sedili? Ormai la fuoriserie se ne è andata. Ho l’impressione che chi ha comprato la Pro Patria l’abbia fatto per distruggerla. Siamo senza squadra con limiti a centrocampo e in difesa. Una squadra che va in campo e cerca di giocare ma senza speranza alcuna. La gente ne ha piene le scatole di polemiche, ripicche e critiche”.
La presenza di Vavassori in tribuna con il Renate è passata nell’indifferenza, molti lo hanno scantonato, come spieghi questa realtà?
“Dimostrazione che il popolo di Busto è civile. In altra piazza sarebbe successo di tutto e di più. Busto si conferma una città civile e di buonsenso.Non possiamo certamente  contestare chi vuole andare via, anche se non ci riesce.
L’indifferenza è la conseguenza di quanto Vavassori ha seminato in questa città. Nel tempo la gente si è stancata della situazione che ha creato e di conseguenza lo ignora.
Flavio Vergani

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