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Ci piace la schiettezza, forse siamo un po' toscani dentro e ci troviamo bene con chi lo è di natura. Il campo ci dirà il suo valore di tecnico, ma Marco Tosi è una persona che al primo impatto ci è piaciuta. Disponibile a rispondere a tutte le domande con modi aperti e trasparenti. Alla nostra domanda sui motivi per i quali ha scelto Busto non ha dato la solita stucchevole risposta di "essere onorato di allenare una squadra con blasone, storia,  e gloria", ma ha detto che ci sono 1.650 allenatori sul mercato e che a Coverciano, dove sta partecipando ad un corso, gli dicono sempre di prendere la prima panchina che viene offerta". Meglio alla Pro Patria che disoccupato dopo che a Busto avrebbe dovuto arrivare fin dall'agosto scorso. Sul motivo per cui non ha fatto giocare determinati calciatori ha risposto che a lui non piacciono quelli con il passo compassato per cui le scelte andranno in tale direzione. Piaccia o non piaccia l'allenatore è lui, ma almeno noi tifosi sappiamo come la pensa fin da subito. Bovi in panchina ad esempio non lo capivamo dopo che ha assaggiato la serie A. Adesso ce lo ha spiegato. E domani ci sarà anche Lamorte. Il motivo è più o meno lo stesso, anche se il ragazzo sta recuperando dall'infortunio e il passo tornerà.
Ci piace la risposta. Avrebbe potuto dire la solita banalità di essere appena arrivato e dover valutare la rosa. Invece ha già detto chiaro e tondo chi giocherà domani e perché. Cannoni in luogo di Guglielmotti ad esempio. Scandalo?" No, è quello che ho", risponde il mister. Sui rinforzi dice che servono e non si nasconde come spesso accade ad allenatori che temono la propria ombra: "minimo quattro- dice il tecnico- ma spero anche qualcosa in più. Il patron me li ha promessi e io credo nelle persone". Sulle bandiere non ha dubbi: "ho parlato chiaro con tutti, giovani e vecchi. Chi non corre sta fuori. Siamo messi male, non posso regalare il posto a nessuno. Parla il campo e non il curriculum".
Sul passato non si nasconde e non si arrocca come molti che sanno ma non dicono: "questa squadra non ha imparato a giocare insieme, ha solo individualità. Non ha chi si prende la responsabilità di gestire il pallone, ma vedo anche che in settimana si allenavano con poca intensità. Occorre superare la soglia della fatica per avere riserve di energia in partita. Sul mini ritiro che non si potrà fare lo motiva con precisione sindacale: "per legge dobbiamo concedere sette giorni di riposo, per cui lavoreremo molto negli altri. Se le tabelle del nostro preparatore non basteranno a mettere benzina nelle gambe dei tigrotti, vorrà dire che aggiungerò un po' di lavoro straordinario io". Si rende conto che dopo le sfortunate annate di Milazzo e Poggibonsi, qui potrebbe vincere all'Enalotto:" Mi volevano in altra città, ma è sempre sfumato il tutto. Potevo andare a Santarcangelo, squadra che diversamente da quello che dicono altri, ha una buona qualità, andatevi a leggere i nomi che ha in rosa. Qui l'impresa è difficile, stateci vicini e magari ai play out ma possiamo farcela. Dobbiamo fare la corsa su Albinoleffe, Giana; Lumezzane, Mantova e forse Torres". D'Errico? "Se vuole darmi una mano lo può fare, se vuole andare via occorre che ne arrivi uno come lui. La Torres lo vorrebbe? Mi dia Maiorino in cambio...!" Fosse per lui parlerebbe tutta sera e questo ci piace molto. Federica Lancini lo disattiva e con sbrigativa dolcezza lo strappa dalla fauci di Andrea Statistiche. Può bastare così per stavolta. Esame superato mister.
Flavio Vergani

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