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L’insediamento sulla poltrona di presidente di Carlo Filippi appare come una mossa tattica piuttosto che strategica. Una necessità tecnica per sfilare dalle mani del governo ombra la Pro Patria e tornare, almeno sul campo, alla normale normalità.

Che significa un allenatore di categoria che possa disporre di una rosa competitiva completamente arruolabile e senza vincoli nelle scelte provenienti dall’alto.

Il nuovo presidente Filippi è apparso spesso imbarazzato di fronte alle domande di tifosi e giornalisti per poter pensare di convincere la piazza di essere di fronte al nuovo.

Ma, sinceramente, questo aspetto non ci interessa in questo momento. Abbiamo detto in passato che esistono modi dignitosi per retrocedere o per salvarsi che non possono essere confusi con la vergognosa gestione del recente passato.
La mossa tecnica libera da questi legami, anche se ovviamente non assolve le colpe di chi questi legami li ha creati.
Occorre però giocare questa ultima carta. Se Filippi fosse anche un traghettatore verso una nuova proprietà futura a noi interessa poco. A patto che si torni sul mercato e si torni a gestire il club con serietà.
Voci da Reggio ci rassicurano sulla serietà di Carlo Filippi, voci da Monza, Bellaria e Montichiari non ci avevano mai rassicurato a riguardo di altre realtà accostate in precedenza alla Pro Patria.
Per cui questo è un passo in avanti, l'unico passo che potrebbe allontanarci dal baratro. L'unica soluzione possibile, quindi occorre farsela andare bene.
E’ ancora Vavassori che muove le fila? Non lo sappiamo, non ci interessa saperlo, l’importante è che la Pro Patria trovi un modo per salvare la pelle.
Fino a ieri le possibilità erano pari a zero, oggi ne vediamo qualcuna in più. Questo è quello che conta. Nell’attesa di una cessione convincente, o forse solo in attesa che Filippi possa convincerci del contrario di quanto tutti pensano .
Intanto sul fronte mercato potrebbe arrivare dalla Reggiana il centrocampista Palumbo che dopo un'annata fantastica nella Cavese sta ben impressionando in quel di Reggio Emilia.
Il filo che lega Reggio a Busto meriterebbe un gemellaggio fra le due città. Sarebbe un idea in caso di promozione per i granata e salvezza per i biancoblù.
 
Flavio Vergani

 

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