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Macalli grida vittoria per la votazione di ieri in Lega. Molti sostenitori del presidente hanno intascato i contributi per i diritti tv e quelli per i giovani. E questo ha fatto la differenza. Gente che sostiene un presidente che ha svuotato gli stadi. O meglio, i loro stadi, ma evidentemente questo aspetto è secondario.
Rinunciare ai propri tifosi per qualche euro in più è una politica che piace ai sostenitori di Macalli e che lo rende forte e invulnerabile.
Lo stesso discorso vale per la famosa legge Melandri di avviamento dei giovani allo sport che viene declinata, più che per avviare, per far diventare professionista chi ancora non ne ha le caratteristiche, esponendo la maggior parte di giovani su palcoscenici che non gli appartengono. Meteore e non stelle comete che ingrassano i bilanci societari per qualche anno, per poi rimanere in categoria o peggio ancora sprofondare nel dilettantismo.
Sostenitori di Macalli che fingono di non sapere e non sentire quanto denunciato da Pino Iodice, che per la cronaca e per informazione al signor Lotito, non è mai fallito con la Pro Patria come invece da lui dichiarato, che ha chiaramente fatto capire quanto poco contino le squadre con basso bacino d’utenza in questo calcio business. Come scrive giustamente Giovanni Toia su “La Provincia di Varese”in edicola oggi , "arbitri come Gallione in Pro Patria Ravenna nel 2009 e Bietolini nel play off con la Pro Vercelli nel 2011 erano bracci armati mandati da qualcuno, si distinguevano anche al buio. Adesso Lotito ha illuminato la scena".
C’è da chiedersi chi, come e perché sostenga ancora questi fari. Ci si chiede anche chi, come e perché possa sostenere il presidente Tavecchio dopo le assurde e inqualificabili dichiarazioni razziste rilasciate alla stampa. Registrazioni  che parlano chiaro per Lotito e Tavecchio e che per una volta assegnano in maniera chiara ed inequivocabile colpe e responsabilità. Per una volta i signori in questione non possono svicolare con la solita comoda motivazione del giornalista che ha frainteso. Nonostante questa nauseante realtà il consiglio di Lega Pro ha sostenuto questi protagonisti del calcio italiano. E sono in tanti. Tra loro molti sostenitori dell’eticità sportiva sbandierata a destra e sinistra nei salotti che contano.
Complimenti per la coerenza!
Finalmente si ha la prova provata che i campionati si vincono non con i dream team, ma con i bacini di utenza. È andata bene con il Cesena, meno con il Padova il cui bacino d’utenza seppur comprenda Sant’Antonio, non è riuscito a fare il miracolo. O meglio, lo ha fatto con la Pro Patria, ma poi è sprofondato in serie D dopo un misero fallimento. Noi siamo ancora qua…eh già. Duri a morire, ma prima o poi qualcuno ce la farà a far sparire quei settecento fottutissimi tifosi bustocchi che non ne vogliono sapere di far altro la domenica, invece di pensare a griglia e vin brulè o a spaccare i maroni alla proprietà passata, presente o solamente annunciata ma mai arrivata.
Forse la nuova moda del momento che presto potrebbe essere annunciata come novità del secolo potrebbe essere il colpo finale. La chiamano multiproprietà, come le case di qualche anno fa. Lotito è un esperto della materia, ma i test in modalità Beta sono già in corso anche in altre città, non lontane da qua.
Un colpo di bacchetta magica e ci si troverà tifosi compartecipati di qualche società dall’illustre bacino d’utenza. Quel giorno i bustocchi non daranno proprio nessun bacino a nessuno, ma con dignità, orgoglio ed eleganza si faranno da parte, per la gioia di Lotito e compagnia che lo sostengono in questo folle progetto di creazione della stirpe calcistica eletta.
Tolti i contributi per i giovani, vero e proprio cavallo di battaglia di Macalli per restare in sella alla sua federazione e tolti  i contributi per i diritti televisivi, quale sarebbero i successi di questa traballante Federazione? La riforma dei gironi? Scelta obbligata per evitare che fallimenti e dismissioni decimassero la C/2 o Seconda divisione come ultimamente rinominata per chiamare la stessa cosa in maniera più “English”?
Oppure le decine di giocatori disoccupati creati dai contributi per i giovani? E qui il nostro ex Andreoletti potrebbe dire qualcosa a tale proposito visto che ne è diventato una vittima.
Oppure i ridicoli orari nei quali si è deciso di far giocare le squadre scimmiottando la serie A per sentirsi grandi, ma in realtà solo per il fatto che Sportube non dispone di un numero di frequenze sufficienti per coprire tutte le dirette in unico orario?
Sono questi i successi della gestione Macalli tali per cui debba essere sostenuto?
O per qualche euro in più ci si fa andar bene tutto ?

Flavio Vergani

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