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Chi si aspettava il regalo che generalmente porta il nuovo presidente è rimasto deluso. Il nome caldo che ha tenuto banco fino a tarda serata è stato quello della punta Guazzo,noto per i suoi goals alla Pro Patria quando militava nella Salernitana e ora all'Alessandria.
Alla fine ci si è dovuti accontentare del giovane Brunori dalla Reggiana. Particolarmente gradito il ritorno a Busto di Andrea Pisani, rimasto nei cuori della tifoseria bustocca dopo essere stato protagonista del Dream Team di Zoppo.
Arriva anche Palumbo dalla Reggiana del quale si dice un gran bene e l’incognita Casolla dal San Marino.
Probabilmente in molti si aspettavano di più, ma forse il miglior acquisto è stato quello di mister Montanari che porta saggezza e qualità in panchina. Inoltre, le uscite di Ulizio e Anderson tagliano con il passato in modo definitivo allontanando definitivamente i collegamenti con il governo ombra. I giocatori rimasti, anche quelli accostati per proprietà transitiva a tali ombre, si sdoganano automaticamente dall’appartenenza, nonostante il loro passato calcistico le abbia incrociate in quel di Bellaria. In particolare, abbiamo la prova provata che il nostro portierone Melillo sia stato vittima della casualità e che nulla a che spartire con tale situazione. La sua permanenza a Busto ne è una chiara conferma sdogana ogni dubbio sul suo conto.
Certamente la linea tenuta dal nuovo presidente Filippi non è variata di un millimetro rispetto a quella indicata da Vavassori e comunicata per bocca del tecnico Tosi. Sarà un mercato di scambi e così è andata.
Pisani al posto di Anderson e Palumbo al posto di Ulizio. Panizzi torna alla Reggiana a titolo definitivo ritagliando spazi per l’arrivo di Casolla e Brunori. Bianciardi se ne era già andato, Casantini è invece missing.
Certamente i continui scambi con la Reggiana non aiutano a liberarsi dal pensiero che qualcuno non la racconta giusta, permangono troppe casuali coincidenze, troppe fatalità e anomale normalità, ma ci siamo ripromessi di far finta di niente se questo vuole dire il bene della Pro Patria. La mossa ha ridato il nome Pro Patria alla squadra che ne aveva preso un altro che non ci piaceva. Adesso speriamo ci ridia la speranza della salvezza e la dignità calpestata.
Poi, a bocce ferme si potrà riflettere se la scelta della “no fly zone”abbia portato o meno al risultato sperato e con calma chiedere al presidente se questo gemellaggio con la Reggiana sia un dipendenza casuale, una prova di multiproprietà, una anomala normalità, una normale anomalia, una casuale coincidenza o una coincidente casualità.
Ultima riflessione: da inizio stagione sentiamo parlare di condizione fisica precaria. Siamo a febbraio e vediamo giocatori con i crampi. Domanda: ma chi è responsabile della preparazione fisica dei calciatori?
Crediamo che la tenuta fisica esuli dalla qualità tecnica. Diceva mio nonno che “anche gli asnitti i curran…, per cui forse è il caso, ma non abbiamo dubbi che la nuova gestione lo stia già facendo, di indagare sui metodi scelti per la preparazione per capire dove intervenire per dare smalto ai tigrotti infiacchiti. Inaccettabile vedere una squadra che non regge 90 minuti quasi a fine campionato.

Flavio Vergani

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