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La Pro Patria esce sconfitta per due a zero dal “Piola”di Novara  in quello che molti continuano a chiamare derby, nonostante le due città stiano in due regioni diverse. Per noi derby è  e rimane quello con il Legnano. La Pro Patria terminava il primo tempo sullo zero a zero, poi le sarà fatale la ripresa che come al solito vede i tigrotti subire reti e andare in letargo a livello fisico.Che a Novara non fosse il campo migliore per cercare la terza vittoria stagionale lo sapevano anche i sassi ma la gara serviva per capire se i nuovi giocatori arrivati nella sessione invernale del mercato avessero portato positività nello scacchiere biancoblù. Buone le prove di Pisani e Palumbo che con Calzi garantirà un centrocampo fisico e di spessore, mentre Brunori è stato impiegato per poco tempo e il giudizio è rimandato. Quello che forse andrà rivisto è l’assetto tattico della squadra che oggi non ha fatto nemmeno il solletico alla porta avversaria nonostante schierasse l’intero attacco atomico.Giocare con quattro punte o quasi e obbligarle a rincorrere gli avversari in fase di copertura per non andare in inferiorità numerica a centrocampo per poi non produrre uno straccio di occasione da rete fa nascere spontanea la domanda sulla reale necessità di giocare con tale soluzione. Baclet, Serafini, Candido e D’Errico escono dal match con una pagella insufficiente dopo aver fatto di tutto tranne che gli attaccanti impegnati e sfiancati da un lavoro di copertura assurdo. Quel lavoro lo può fare uno come Vignali, per esempio, che oggi gioca a Lecco e sarebbe stato felice di tornare al pari di Calzi e Pisani se proprio non si hanno soldi per arrivare a Perini. Manca ancora una trama di gioco diversa dal “faccio tutto io”che da inizio torneo caratterizza la manovra bustocca, manca un giocatore in grado di organizzare la fase di possesso palla e troppe volte abbiamo visto impostare il gioco da Taino e Guglielmotti, due certamente non noti per avere piedi buoni. I due escono con una valutazione negativa anche sotto il punto di vista della tenuta difensiva. Pisani e Botturi hanno retto in mezzo, ma sulle fasce i novaresi hanno scorrazzato a loro piacimento e qui occorre a nostro avviso trovare soluzioni alternative.Chiaramente mister Montanari ha bisogno di tempo per dare la sua impronta alla squadra e siamo certi che appena i tigrotti correranno come gli avversari e  il mister avrà applicato i correttivi si potrà vedere una squadra diversa. L’obiettivo per ora è tenersi lontani dall’ultimo posto per poi giocare il tutto per tutto nel play out. O forse, Reggio permettendo ,dare un occhio al mercato degli svincolati per puntellare ulteriormente le zone del campo più bisognose.

Flavio Vergani

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