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Durante la conferenza stampa svoltasi oggi a Lecce, l'ex patron della Pro Patria Savino Tesoro ha annunciato il suo disimpegno dalla guida della società. I motivi ? Sembra di ascoltare un nastro già sentito mille volte da lui quando era a Busto e da chi è arrivato dopo di lui. Per la serie tutto il mondo è paese. Busto è così diverso da Lecce eppure i motivi di disappunto di Tesoro rimangono identici. Onde per cui ci viene il dubbio che i ritornelli che vorrebbero giustificare gli abbandoni si assomigliano a prescindere. Forse un po' più di fantasia non guasterebbe.
Di seguito alcuni stralci delle dichiarazioni di Tesoro tratte da www.pianetalecce.it, Abbiamo sottolineato le analogie con quanto spesso sentito in quel di Busto ultimamente.
Flavio Vergani

Dice Savino Tesoro...

SMETTO e ACCONTENTO TUTTI - "Ho deciso di smettere per vari motivi, la contestazione di domenica non c'entra nulla anche se ritengo che quello striscione apparso in Curva sia stato inappropriato. Mi dicono 'Tesoro vattene'. Me ne vado non ci sono problemi. Dal primo giorno che siamo qui, senza che neanche avessimo iniziato ad operare, abbiamo avuto tutti contro. Evidentemente due finali play-off non bastano. Voglio Accontentare tutti, anche i politici, i critici nelle tv e i giornalisti che non vengono mai a vedersi gli allenamenti o le partite. Vorrei parlare anche di Gabellone, che l'ho incontrato il primo giorno a Lecce e che mai più ho sentito e rivisto. A lui chiedo di farsi garante del prossimo passaggio di proprietà. Sono sicuro che Gabellone e gli altri politici tengono alle sorti del Lecce più di tutti. Che fissassero anche loro il prezzo. Io sono venuto a Lecce senza nessuna attività e senza nessun interesse. Non ho chiesto niente e non ho avuto nulla".
IL COSTO DEL CLUB - "Chi dice che il Lecce mi è venuto gratis o quasi sbaglia. Abbiamo acquistato per 1 milione e mezzo dai Semeraro, accollandoci tutto il patrimonio tecnico, di strutture, dipendenti e giocatori con stipendi di Serie A. Il primo anno di gestione mi è costato 8 milioni e 800mila euro e da Semeraro non ho avuto un euro. Il secondo anno siamo scesi a 2 milioni e 180mila euro di costi. Ad oggi questa è una società sana. Per ora non mi dimetto. Sarò molto presente in questi ultimi tre mesi, a giugno si vedrà e se non dovesse presentarsi nessuno per l'acquisto non iscriverò la squadra al campionato. Noi non siamo venuti a Lecce per fare i traghettatori, ma adesso ho perso l'entusiasmo. Ripeto, lascio ai politici locali che sicuramente riusciranno a sollevare le sorti del Lecce, magari mettendo anche loro un pò di soldi".

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