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Facendo pulizia delle cianfrusaglie che avevo (e che ho) nella mia stanza ecco che è spuntato un vecchio cd “Hot Summer 2002” nella cui compilation vi è una canzone dei Morcheeba che secondo me calza a pennello per descrivere il momento che vive ora la Pro Patria, e cioè “Rome wasn’t built in a day”, la cui traduzione dall’inglese è “Roma non è stata costruita in un solo giorno”.
Prima di tutto essere ancora qui a parlare di Pro Patria al tempo presente è già un grande risultato, dati che gli eventi delle scorse settimane che ci davano sconfitti su tutta la linea manco fossimo i texani assediati dai messicani a Fort Alamo. Guardate che sta succedendo al Parma … lì il forte mi sembra già da tempo conquistato!
Invece eccoci qui a parlare ancora delle Tigri e di un rinnovato entusiasmo che però non sempre può coincidere con i risultati. Per costruire una realtà vincente, o meglio che possa giocarsela fino alla fine, ci vuole del tempo anche se è proprio lui quello che ci manca. Il compito che aspetta mister Montanari e l’intera società è quello di costruire, o meglio ricostruire, una squadra che prima di tutto deve ritrovare le certezze e l’autostima perdute (sempre se ci sono mai state) nel corso della stagione. Sul fattore fisico non sono un esperto del settore per sapere a che livello dovremmo essere ma certo, anche a chi non s’intende di attività fisica, fa un po’ specie sentirsi dire che essa, a più della metà della stagione, è ancora deficitaria. Le colpe ovviamente non si possono dare al nuovo venuto, ma siamo fiduciosi che tra qualche tempo vedremmo finalmente l’ossigeno nei polmoni dei nostri giocatori e non solo le tossine cattive.
L’avversario di ieri, nonostante la rivalità che ci divide da anni, non solo sulla carta ma anche sul campo si è dimostrato più forte di noi ma solo il fatto di averli messi in difficoltà è già un risultato in questa stagione da “montagne russe”. Come dicono molti allenatori ed esperti del settore “non sono queste le partite da vincere”, anche se questo non deve giustificare chi va in campo a non metterci l’impegno che pretendiamo; a mio parere sarebbe sbagliato gettare tutte le “fiches” sulla sola partita con il Pordenone senza tenere conto tutti i fattori che possono decidere l’andamento di una partita. Già dalla prossima, con il Sudtirol, una partita da un sapore un po’ internazionale vista la loro vicinanza al confine, dobbiamo cercare di portare quanto più “fieno possibile in cascina”!
Come ho detto all’inizio “Roma non è stata costruita in un solo giorno”, quindi avere tutto e subito non è certamente auspicabile … sta a noi non perdere l’entusiasmo ritrovato (che è ilpiù grande acquisto del nostro calciomercato) per questa sconfitta e, come predicava una nostra concittadina illustre, la beata Giuliana Puricelli, ci vuole “pazienza” … cosa ci costa averne altra dato che abbiamo resistito fino adesso a tutti gli tsumani che ci sono caduti addosso?  
Andrea D' Emilio 

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