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Sogno o son desto … erano queste le parole che i tifosi della Pro pronunciavano dopo il triplice fischio finale che li vedeva vincenti sul ben più quotato Sudtirol. I fans più sfegatati invece, che non ci credevano di aver vinto dopo essersi abituati ahimè a risultati ben più grami, si facevano prendere a schiaffi o a pizzicotti per essere certi di non aver sognato dopo una cena pesante da digerire della sera prima.

Una volta che tutti ci siamo accertati che non eravamo sotto effetto degli allucinogeni ecco che sono partite le considerazioni ma soprattutto la gioia di aver portato a casa “bottino pieno”. L’atmosfera che aleggiava all’interno dello stadio mi sembrava positiva già prima del match, come se nell’aria si annusasse la possibilità del colpo grosso, seppur nessuno osava sbilanciarsi sull’esito della gara.

L’umore, per fortuna non pari a quello del tempo o del campo (vogliamo parlarne?), e le sensazioni che si avevano prima della partita, si sono concretizzate grazie ai ragazzi che sono scesi in campo i quali, finalmente, hanno giocato ma soprattutto messo in campo tutto quello che avevano, nessuno escluso. Se in alcune occasioni si poteva tirare indietro la gamba oggi non l’hanno fatto, seppur gli avversari hanno cercato di metterla su di un agonismo secondo me eccessivo … su tutti l’intervento assassino dopo nemmeno trenta secondi dal fischio iniziale, un’entrata da dietro più da wrestling che da calcio tanto che ho cercato di scorgere sulla panchina avversaria Ric Flair, grandissimo wrestler specializzato nelle prese alle gambe.

Ed eccoci alla partita: in campo i nostri tutti bravissimi anche se c’è da dare merito agli avversari che con le loro folate ci hanno fatto trepidare fino a pochi secondi dalla fine. Seppur i tiri in porta non sono stati tantissimi chi ha dimostrato veramente di voler vincere la partita è stata la Pro, soprattutto nel primo tempo con un immenso Pisani che trova la via del goal. Poi alcune occasioni clamorose sbagliate vuoi un po’ per sfortuna vuoi un po’ per imprecisione nostra; su tutte l’occasione di Baclet con la sua incornata che si perde per millimetri a fondo campo. Il povero Pierre era talmente disperato che per alcuni minuti ho temuto che volesse farla finita con un gesto insensato tipo harachiri, il suicidio rituale giapponese per salvare il proprio onore dopo una sconfitta … per fortuna non è successo niente. Seppur a fine primo tempo, dopo le ultime prestazioni, tutti si chiedevano “ma ce la faranno a tenere anche nel secondo?” ebbene le nostre paure sono venute meno … speriamo sia d’ora in avanti la costante e che il lavoro del nuovo staff tecnico dia i frutti che ci auguriamo e che abbiamo visto concretizzarsi piano piano in campo.

Menzioni speciali per Pisani e Palumbo. Il primo è stato mostruoso dimostrando una sicurezza nei proprio mezzi che pochi hanno con giocate da spellarsi le mani per gli applausi anche in occasioni pericolose, soprattutto su quel campo reso infame dalla pioggia. Lui invece pareva danzare tanto che a metà partita ho dovuto ricontrollare il biglietto per vedere se avevo pagato per essere allo Speroni di Busto e non alla Scala di Milano a vedere Roberto Bolle … leggiadria, bravura e spirito da gladiatore, gli ingredienti giusti per un reparto che ancora oggi qualche piccola sbavatura ha fatto vedere … speriamo però che gli altri imparino presto da Pisani! Stessa cosa per il compagno Palumbo che in mezzo al campo dimostra di essere il padrone incontrastato … si sbatte, lo menano ma lui continua a distribuire saggezza e palloni agli altri … che acquisto, signori! (Che coppia sarà quando rientrerà Calzi dall’esilio forzato della squalifica?).

Con Pisani e Palumbo se anche l’attacco gira ebbene “la colonna vertebrale” della squadra è fatta; oggi è stato così sebbene Serafini e Baclet avessero le polveri bagnate ma, nonostante ciò, hanno fatto reparto aiutando la squadra a risalire e contribuendo a costruire il gioco.

I soliti scontenti e criticoni diranno “è stata solo una vittoria, ci vuole ben altro per salvarsi” … ma dopo la partita di oggi perché non possiamo sognare un’impresa dato che sognare non costa nulla e la matematica ancora non ci condanna?

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