Header

Foto Belosio
Ci sono partite che ti emozionano, altre che ti deludono ed altre che non hanno da dirti nulla. La seconda tipologia di partite citata è quella che quest'anno eravamo, si spera rimanga all imperfetto, abituati a vedere soprattutto a Busto. Partite che ti lasciavano deluso, anche se spesso e volentieri erano gli applausi a far da colonna sonora ai titoli di coda; erano però applausi malinconici, di gente contenta della partita ma non del risultato: non appagata al 100%. Magari si era giocato bene, magari si aveva sudato la maglia fino al 95', ma il risultato diceva sempre e solo vittoria ospite o magari pareggio deludente. Quest'anno si potrà giocare bene o male ma a differenza dell'anno scorso i punti sono di platino: valgono più dell'oro. Non serve tornare indietro per vedere applausi dopo una sconfitta: Pro Patria-Pavia ne è la prova. Applausi si, ma i punti mancano ed allo stesso tempo servono. Erano due le vittorie della Pro e raggiunte per altro con le squadre, numeri alla mano, peggiori del campionato. La delusione analizzando il campo e le vicende societarie era direttamente proporzionale al numero di spettatori che tendeva a diminuire sempre di più. La partita con la Real Vicenza invece entra nella terza tipologia citata: quelle partite che non hanno nulla da dire. Sarà perché ero convalescente dall' influenza, sarà perché il sole scaldava quanto una granita, sarà perché la partita è stata noiosa dal 1' al 45' ma Pro Patria-Real Vicenza ha detto davvero poco: un punto utile al morale e nulla più. La batosta contro un Novara che rivalità a parte reputo la squadra più forte del girone e che vedo come principale candidata alla promozione diretta in Serie B era inevitabile, credo. Una partita emozionante però mancava da tempo: a Pordenone si era vinto, certo, ma in quel periodo i friulani giacevano in fondo alla classifica a 5 punti ... Vuoi non batterli? Servì una magia di D'Errico per regalarci tre punti tanto apprezzati quanto d'obbligo da conquistare sin dalla vigilia. Quante volte sono partito per una trasferta quest'anno sperando e pensando di fare l'impresa: quella vittoria che nessuno si aspetta, quella vittoria che pesa e che peserà quando si faranno i conti a fine campionato. Da quanto tempo non si aveva il cuore in gola fino al 95' sperando che quel pallone rimanesse più lontano possibile dall'area biancoblù? Eppure la partita con il Sudtirol prometteva poco: freddo, tempo brutto, campo messo male e poca gente, davvero poca. Un inizio abbastanza scialbo, freddo, pioggia... Qualcuno si rimprovera di non essere stato a casa, poi però, all'improvviso ti ritrovi catapultato al gol di Pisani ed al secondo tempo: la parte più dura per tutti: la squadra deve difendere il risultato, tu devi soffrire da fuori e non puoi fare nient'altro che sperare e tifare. Il freddo c'è, sempre di più ... Si trema : ma sarà il gelo pungente o l'agitazione per il finale del Match? Quando poi, senti una colonna sonora che grida "Pro Patria Pro Patria" a due minuti dalla fine allora capisci che sì, ne è valsa la pena di esserci stato anche oggi, una colonna sonora ormai conosciuta ma sempre emozionante ogni volta che la si sente, i numeri degli spettatori non contano più: quando si grida tutti insieme con il cuore in gola è un'emozione che non conosce numeri, condizioni atmosferiche, classifica, momento della stagione : in quel momento quel pallone è tutto e deve rimanere nella metà campo degli avversari . Il boato finale, la liberazione di tutti, la gioia, i 3 punti, una vittoria importante finalmente con la quinta in classifica. Qualcuno potrà pensare :"ma chi ve lo fa fare ... 19 partite in casa e le trasferte nonostante un andamento così" la risposta è raccolta nella paura degli ultimi minuti, nel grido di liberazione, nelle urla di ognuno di noi ad incoraggiare i ragazzi. La Pro Patria è questa, le vittorie come queste sono quelle da godersi per bene, conquistare questa salvezza per voi stessi e per i tifosi che ci sono sempre, loro la meritano davvero.
Alessandro Bianchi

0 commenti: