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Se l'avessimo saputo prima, avremmo risparmiato salamelle e vin bruleè. Per cui, da adesso chi si trova in difficoltà attinge dalla fideiussione i soldi per pagare i calciatori e si arriva a fine campionato.
Poi? La società viene esclusa dal torneo, oppure trova risorse e si riscrive?
Altra domanda: quante squadre oggi sono in regola con i pagamenti e quante no?

La fideiussione, in quanto tale, è la garanzia che la società di calcio a inizio stagione ha stanziato il denaro, e come tale può essere utilizzata per casi di assoluta emergenza dalla Lega Pro, e uno di questi casi è proprio il pagamento degli stipendi ai calciatori del Barletta per evitare la messa in mora alla società. Lo chiarisce l'avvocato Eduardo Chiacchio ai microfoni di TuttoMercatoWeb.com. A questo punto, non è escluso che lo stesso caso possa riguardare anche altri club che si trovano nella stessa situazione dei pugliesi, ma l'escussione della fideiussione per ora è considerata un atto straordinario per estrema necessità nel campionato in corso.
"E' possibile escutere la fideiussione anche a campionato in corso – ha dichiarato Chiacchio – per provvedere al pagamento dei calciatori: lo scopo della fideiussione è proprio quello di garantire i tesserati, se esiste una fideiussione che è stata fatta con una somma consistente – 600mila euro – è proprio perché debbono essere garantiti gli stipendi ai giocatori, fermo restando che per i pagamenti avvenuti con ritardo scatteranno le penalizzazioni in termini di punti. Nel nostro calcio esiste un organo impeccabile che è la Covisoc, composta da funzionari di grande livello che sanno individuare le pecche dei club morosi. Mi sorprende il can can delle società, che si sta verificando soprattutto perché un sodalizio di Serie A si trova in grande difficoltà – il Parma – ma al momento dell'iscrizione al corrente campionato il Parma aveva i requisiti per essere ammesso a partecipare al campionato di Serie A. Non dimentichiamo che gli organi di controllo avevano escluso il Parma dalle Coppe Europee, non si erano fatti scrupolo, e adesso sono state ravvisate delle inadempienze anche per la Serie A. Non griderei all''allarme Lega Pro': nel campionato attuale, su sessanta società aventi diritto, una sola società non fu ammessa in estate, il Viareggio, perché carente nella fideiussione. Tutte le altre erano in perfetta regola al momento dell'iscrizione. Più grave appariva il bilancio delle società che nello scorso campionato avevano giocato in Serie B: due (Padova e Siena ndr) non si trovarono in regola e furono escluse".
Vuole dire che Macalli sta gestendo a suo avviso nel modo giusto le sessanta società iscritte alla Lega Pro?
"Io parlerei con i fatti, non con facili demagogie. E la Covisoc parla con i controlli. Vorrei aggiungere anche che, a proposito di questa presunta 'moria' delle società di Lega Pro, non sono affatto d'accordo: bisogna valutare l'evidenza dei fatti mettendo da parte facili demagogie. Non bisogna dimenticare che ben 7 società che oggi sono in Serie D avevano tutti i requisiti finanziari per il ripescaggio in Lega Pro, ma non furono ammesse per carenza di posti oppure perché non avevano lo stadio a norma nella città dove avevano sede le società. Non direi che sessanta sono troppe, come sostiene qualcun altro: sessanta società per me sono poche, rappresentano un numero che a mio avviso non deve essere diminuito. Ho sempre grande fiducia nella Covisoc e negli organi di controllo".

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