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La parola giusta è proprio questa, “cortocircuito”. Il sistema pallonaro italiano è più che mai in preda ad una crisi senza precedenti e nessuna via d’uscita sembra praticabile. Purtroppo, data anche la crisi economica, soldi ne girano pochi e solo le grandi squadre riescono a riciclarsi vendendo a magnati esteri, come Inter e Roma, mentre club meno prestigiosi fanno la “fine del topo” come Siena, Padova e Viareggio cancellando, con un colpo di spugna, anni e anni di tifo e passione. Ciò purtroppo non ha insegnato nulla agli improbabili personaggi che comandano il lostro calcio che, come satrapi, siedono nelle loro poltrone e che bloccano anche qualche buona idea per venire fuori da questo caos se non hanno un ritorno per i loro interessi o collide con i loro, per non parlare poi delle scelte cervellotiche che compiono, a detta loro, per il bene di questo sport …

Sebbene ne abbiamo sentito parlare in ogni notiziario è bene ricordare quanti, come noi d’altronde, stanno vivendo situazioni al limite del grottesco. Senza andare troppo lontano da Busto (non c’è qui bisogno di ricordare la nostra telenovela che è a noi nota) il Varese si è trovato quasi all’improvviso in “braghe di tela” per non parlare poi del Parma il quale, essendo un club di Serie A, ha la fortuna di essere al centro delle cronache, e può far sentire la sua voce meglio di molti altri, compresi i sottoscritti, potendo così sperare nel salvataggio. Altre realtà però vivono situazioni complicate ma non hanno avuto la stessa cassa di risonanza seppur sono anch’essi ugualmente in una situazione tragica.

Sempre non allontanandoci troppo dai nostri lidi una nostra vecchia conoscenza, la famiglia Tesoro, ha deciso di mollare tutto a Lecce perché stracolmo di debiti. Una storia questa che abbiamo provato sulla nostra pelle e che forse non ci stupisce più di tanto visti i chiari di luna dei Tesoro; dispiace che a rimetterci è una realtà come Lecce, trampolino di lancio di molti giocatori diventati poi campioni. Rimanendo in Lombardia oltre a noi e al Varese pure il Brescia e il Monza non se la passano bene; ma che dire poi di Barletta e Savoia? E fermiamoci qua perché mano mano che si scende di categoria …

Da più parti si chiede un intervento concreto per arginare questo malaffare che si ramifica in tanti altri ambiti, come quello della collocazione ad hoc di un certo numero di giocatori appartenenti a tal tizio legato per vari interessi a tal squadra; per esempio non sarebbe male radiare a livello sportivo questi personaggi che, da un giorno all’altro, decidono di mollare la barca che affonda. A queste persone dovrebbe essere impedito per legge in futuro di continuare ad andare in giro a far danni, neanche dargli la possibilità di sponsorizzare una squadra d’oratorio.

Per una volta alle parole riusciremo a far seguire i fatti? Faremo qualcosa che possa finalmente metterci in pari anche con gli altri paesi esteri o dovremo aspettare l’irreparabile? Io spero che, per il bene del nostro calcio tutto questo malaffare finisca presto e diventi così solo un brutto ricordo!
Andrea D'Emilio

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