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Sono passati tre giorni ma il retrogusto amaro di quella grappa “bevuta” a Bassano non è ancora andato via, soprattutto per la maniera in cui è maturato il risultato.
Sabato pomeriggio la Pro Patria ha dimostrato di potersela giocare con tutti, compresi avversari quali i veneti che, certamente, hanno ambizioni diverse dalle nostre e che hanno guidato per diverso tempo la classifica. La Pro ha mostrato finalmente quella continuità che gli si chiedeva, che non per forza doveva fare rima con risultato, in special modo con avversari ben più quotati, e che forse è arrivata … tardi ma in tempo per potersela giocare fino alla fine e mettendosi alle spalle prestazioni da “calcetto fantozziano”.
In più i nostri ragazzi hanno sorpreso tutti coloro che aspettavano al varco il nostro primo passo falso contro una “grande” dopo le due vittorie maturate con avversari, a detta loro, “meno quotati”; partendo dal presupposto che “il fatto non sussiste” dato che la Pro è, ahimè tra la rosa dei meno quotati e deve quindi fare risultati in quei frangenti e non per forza in altri, possiamo tranquillamente affermare di aver passato l’esame dato che, per tutta la partita, abbiamo tenuto in apprensione un Bassano che forse, non certo per mancarci di rispetto, si aspettava un avversario più debole e arrendevole, soprattutto dopo l’uno-due da k.o alla fine del primo tempo. Invece, facendo fede al nostro blasone e zittendo i critici, abbiamo dimostrato che la Pro può giocarsela con tutti; magari non fa punti però fa sudare chi ha davanti che deve così guadagnarsi “a morsi la pagnotta”.
L’unica cosa che si può rimproverare ai ragazzi nella partita di sabato è stato il poco “coraggio” di aggredire l’avversario quando si poteva; mi è parso così rivivere la storia di Annibale che, al comando dei cartaginesi, inspiegabilmente arrivato alle porte di Roma, non le inflisse il colpo di grazia ai romani bensì si fermò a oziare a Capua. Se dovesse capitare consiglio i ragazzi di non essere più Annibale ma Scipione l’Africano, cioè “dare il colpo di grazia” all’avversario quando l’occasione lo richiede. Certamente da parte loro deve aver inficiato il pensiero di scoprirsi troppo o non avere più energie per arrivare alla fine e abbiamo visto come il Bassano, ben allenato da Tonino Asta, sapeva far male quando ripartiva. Però si poteva almeno provare, ci si poteva ritratte se “il gioco non valeva la candela”.
Tutto ciò non fa che aumentare il rammarico non solo per questa partita ma per l’intera seconda parte della stagione; certo, bisognava ritrovare condizione e fiducia nei propri mezzi, e questo non poteva avvenire in due giorni. Almeno però la svolta che chiedevamo sembra arrivata così da farci concludere al meglio la stagione dato che tutti i possibili avversari play out sono tutti alla nostra portata, con un occhio al Pordenone che da dietro, come un cacciatore, cerca di avere la pelle della tigre.
Arezzo stiamo arrivando … come Scipione cingiamoci il capo con l’elmo e andiamo a conquistare la città toscana. Daje Pro
ANDREA D’EMILIO!
 

 

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