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Filotti di play off persi, gestioni dirigenziali a rischio fallimento, giocatori mantenuti a salamelle e vin brulè pagate dai tifosi, sono alcune delle realtà del recente passato bustocco che hanno caratterizzato la vita della Pro Patria. Fatti che hanno prodotto molte domande ancora aperte per alcuni, mentre per altri, la maggioranza, le risposte sono ben chiare e note e parlano di anomale casualità che hanno direzionato nel male un destino che avrebbe potuto essere ben diverso.

Per altri, il motivo delle continue disgrazie bustocche va ricondotto ad una città dormiente sotto il punto di vista del supporto imprenditoriale (ma con una squadra di pallavolo in serie A alle final four di Champion League) e ad una amministrazione comunale non sufficientemente coesa con il progetto sportivo.
“Se ci fossero state queste qualità, con noi sareste in serie B” è questo quanto detto e ripetuto da qualcuno degli ultimi inquilini di via Cà Bianca. Peccato che poi uno abbia tentato miglior sorte nella potenziale Lecce, senza successo, visto che al momento è ancora nella stessa categoria della Pro Patria e sembra proprio che anche nel futuro sarà così.  
Lecce non è Busto è stata l’asserzione che ha fatto migrare i tesori di famiglia verso la città salentina, ma la realtà non sembra diversa: società in vendita a zero euro(proposta shock già nota da queste parti), ma, e qui c’è sempre un ma, con richiesta di copertura della gestione con 3 milioni di euro pronta cassa, una fidejussione di seicentomila euro e un assegno di cinquecentomila euro che il potenziale acquirente dovrebbe autointestarsi a garanzia della sua serietà. Alla faccia dello “zero euro”.
Acqua passata direbbe qualcuno, ma le sorprese non finiscono qui. Anzi, le anomale normalità iniziano da qui.
Non le stiamo a riscrivere perché sono diventate muffe nel frattempo, trapianti di squadre in altre città, dubbie (eufemismo)vendite societarie a banche svizzere, fidejussioni fantasma dei bustocchi, assegni scoperti dei bergamaschi, amichevoli saltate, governi ombra, fino al colpo di fortuna del nuovo presidente Filippi che un giorno passando per caso a Eurolandia in corso Europa, trova  in vendita sullo scaffale del “tutto a un euro”, in mezzo a cinesate impressionanti, bastoncini di incenso himalayano, mollette per capelli, rossetti e ciprie afgane, ditali in finto ottone della nonna e confezione maxi di cotton fiocc, la Pro Patria!
Pro Patria in vendita a un euro! E senza fidejussione! Un affarone. Al momento il presidente non ha in tasca l’euro in contanti e ad Eurolandia non accettano le carte di credito, per cui versa un acconto e promette di passare a ritirala con calma nei giorni successivi. Ma, sembra che non si sia ancora fatto vedere tanto che scaduta la prelazione il titolare ha detto che la terrà ancora lui fino alle ferie.
E in campo? Tutto a posto? Certamente si. Valanghe di goal fatti e valanghe di goal subiti con intensa job rotation di allenatori e direttori sportivi. Tutto normale, sempre e solo anomale normalità.
Solo chi è di Busto può capire che il grado di normalità qui si è evoluto e differenziato dalla normale normalità ancora vigente in altre piazze. Per cui, se i difensori vanno da una parte e Maiorino della Torres va dall’altra è solo e perché i due centrali sono scarsi e non dotati di navigatore satellitare evoluto che segnala la presenza di pericoli in campo. Quel giorno non c’era neppure il collegamento internet in Sardegna, causa vento,  per cui  i due non hanno potuto collegarsi a Google Maps. Tutto normale e nessuno si stupisce qui a Busto. Ma se sei di fuori, se non hai avuto modo di vivere da protagonista questo immenso show potresti rimanere spiazzato. Ed ecco che qualcuno, è ed notizia di questi giorni, ha convocato in procura i giocatori della Torres per chiedere informazioni sulla regolarità di Torres Pro Patria. Avete tutta la nostra comprensione, ma lasciate stare. Non potrete mai capire. Quello che per voi è strano, qui è normale, anomalo, ma normale. Non perdete tempo, era proprio scarsa la difesa. L’unica irregolarità era che qualcuno li ha reputati validi per la categoria e invece non lo erano, capito o no?  Forse, era meglio convocare chi li ha ingaggiati ed esposti a tali figure barbine, ma questo è un altro discorso che fa venire i calli persino a Macalli.
Identico discorso vale per quel petulante che invece di pensare alle cose belle della vita è andato a spulciarsi le scommesse effettuate tra il primo e il secondo tempo di Pro Patria Pavia ritenendole eccessive.
Ma non ha di meglio da fare? E’ chiaro che una squadra che è non è andata in ritiro, o almeno, lo ha svolto in modalità “colonia dell’Aprica”, nei secondi tempi  possa cedere a livello fisico e incassare reti a valanga. Tanto è vero che appena è arrivato un allenatore vero il problema è stato risolto e adesso provate a scommettere sull’over se avete coraggio.
Inutile che insistete e confondete le anomale normalità con le anomalie, non ce la farete mai a convincere una piazza come la nostra che da tempo ha imboccato la strada dell’innovazione. Nella gestione societaria, nei trapianti di vivai invidiati persino dal “Marchini”, da complessi giochi di ruolo che confondono anche i più intelligenti su chi sia il capo vero e quello che si nasconde nell’ombra.
E’ una normale evoluzione della specie bustocca che sta incassando i benefici dopo anni di formazione.
Chi è rimasto indietro se ne faccia una ragione. La tifoseria è ora formata e laureata e gode di grande autorevolezza e rispetto. Pensate che persino l’arbitro di Pro Patria Lumezzane si è offeso per le critiche di un solo tifoso tanto da querelare la società che gli ha dovuto versare 500 euro a titolo risarcitorio. Un unico tifoso al quale l’arbitro ha creduto ciecamente, d’altra parte il fischietto si sarà chiesto:” chi più di un tifoso bustocco può riconoscere le mie anomalie e le mie normalità?
Pensate, ne è bastato uno! Prima ne servivano cento!
Per cui, è inutile che ci tentiate, lasciateci godere il momento dopo aver sofferto tanto. Non abbiamo tempo per le vostre inutili indagini. La colonia Pro Patria sta conquistando Reggio Emilia ed è prossima alla serie B, la Pro Patria originale sta sprintando verso la salvezza, quelli che secondo voi erano scarsi giocano in serie A, altri all’estero anche se vicino a Rimini, per cui di cosa vi stupite?
Il progetto è vincente in ogni sua componente e il miracolo Busto continua a stupire occupando la stessa categoria di chi è andato fino in Puglia per giocare insieme a Busto.
Mai riuscirete a buttarci il fumo negli occhi, perché noi siamo bustocchi!
Flavio Vergani

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