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Solitamente cerco sempre titoli un po’ “coloriti” per esprimere le mie idee ma personalmente questa volta non ne ho trovati e per questo ho scelto la semplicità.

Come avevo detto già in tempi non sospetti non si doveva puntare tutto sulla partita con il Pordenone perché ci sono sempre delle varianti che possono cambiare le carte in gioco; infatti siamo arrivati in questo match incerottati e in una condizione psico-fisica non affatto soddisfacente. Per quanto riguarda la parte fisica mi piacerebbe molto chiedere, con tutto il rispetto per il suo lavoro, a mister Montanari come mai dal Sudtirol in poi essa è andata a degenerare come pure lo spirito dello squadra che sembrava, sempre dopo la partita con gli altoatesini, averci dato un bello schiaffo morale dimostrandoci che effettivamente loro continuavano a credere nella salvezza, cosa che a detta loro molti di noi non credevano più possibile. Sono stato testimone oculare della gioia dopo quella partita con tanti appassionati che facevano calcoli e voli pindarici su di una possibile salvezza senza per forza passare per la gogna dei play out. Invece eccoci tornati nelle sabbie mobili con la luce in fondo al tunnel che, se qualche settimana fa, s’iniziava ad intravvedere oggi è ritornata invisibile.

Ho condiviso le considerazioni di molti secondo cui sarebbe stato inutile vincere con il Pordenone se perdevamo tutte le altre; giusto, ma quello che mi chiedo è che se non siamo riusciti a piegare la nostra diretta avversaria come possiamo farlo con le altre ben più quotate e forti di noi? Una soluzione ci sarebbe, tornare quelli con il Sudtirol ma il più presto possibile perché presto o tardi la matematica, sommo giudice, ci condannerà definitivamente.

Infine, e qui viene il titolo del mio articolo, il mister a fine partita ha ribadito il fatto che gli insulti non aiutano e che i suoi ragazzi sono in preda a molti pensieri. Quando ho letto quest’ultima affermazione vi giuro che non ci credevo e l’ho riletta più volte sperando di essermi sbagliato (e spero ancora di averlo fatto). Partendo che visto i presupposti societari più di pensiero i ragazzi possano averlo, dato che non guadagno milioni, mi fa specie che in questa congiuntura economica i calciatori facciano trasparire il fatto che hanno dei “pensieri”; ma come abbiamo padri di famiglia che non riescono a dare da mangiare ai loro figli e vanno fare l’elemosina, anziani che con le pensioni che non gli permettono di arrivare a fine mese, il 42% di giovani come me che non hanno un lavoro e mi sento dire che hanno dei pensieri? E allora queste persone cosa dovrebbero fare, prendere una pietra, legarsela al collo e gettarsi nell’Olona? Risottolineando che anche loro possano avere legittimamente paura per il loro futuro, non sarebbe meglio che giocassero sempre al meglio con la possibilità, se tutto qui va all’aria come sembra, di trovare un altro contratto? O se Dio vuole se qui le cose si sistemano essere riconfermati? Mi sembra che nel calcio ci siano molte più opportunità di trovare lavoro che in quello del “mondo reale”. Quindi se avete, con tutto il rispetto per la vostra situazione, pensieri su ciò abbiate almeno la cortesia di tenervelo per voi e di non usarlo come scusa delle vostra cattive prestazioni davanti a persone che ogni giorno lottano per tirare avanti ...

Alcuni tifosi hanno visto con la traversa con il Pordenone come un segno del destino che ci dà l’ennesima possibilità di raddrizzare le cose; voglia il cielo che sia cosa e non sia un scherzo di Carnevale arrivato un po’ in ritardo!

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