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Stagioni come queste possono essere cambiate da un episodio forte in grado di far strambare la barca biancoblù. Diversamente si va alla deriva.
Finora la truppa biancoblù si è dimostrata insensibile a tutti quei cambiamenti avvenuti che  nel passato avevano portato un deciso cambiamento di rotta .Si pensi ai quattro cambi di allenatori che hanno finora portato ad un progressivo peggioramento della classifica con l'ultimo posto raggiunto dopo la presunta campagna di rafforzamento di gennaio.
Alla fine sembra proprio che chi abbia fatto le nozze con i fichi secchi sia stato Oliveira.
Dopo di lui la meteora Monza, che tra le altre cose sembra sia stato rivalutato da qualcuno dopo che lo stesso lo aveva frettolosamente squalificato appena dopo averlo conosciuto, non ha saputo invertire il trend.
 Poi Tosi, uno che ha parlato più con i tifosi che con i giocatori per cercare di convincerli a riguardo di cervellotici teoremi tecnici degni della Bocconi del calcio che non esiste tanto quanto i teoremi proposti dal tecnico toscano. Infine, ecco Montanari che nonostante sia dei quattro il più esperto ancora non riesce a far cambiare il trend alla squadra.
Neppure la presunta cessione societaria avvenuta a gennaio ha scalfito di un millimetro la situazione, ma qui saremmo nel campo dei miracoli visto che è apparsa più volte la Madonna a Lourdes che Filippi a Busto e quindi non è che ci si possa aspettare l'impossibile. Forse, in questo ennesimo esempio didattico di cessione societaria simulata, si poteva almeno investire del ruolo di traghettatore verso la deriva un personaggio più amante della ribalta e con maggior empatia comunicativa, chissà che con un po' più di simpatia e presenza avrebbe potuto consolare i timidi tigrottini così scossi "dall'ambiente"da non riuscire neppure a scagliare un tiro verso la porta avversaria.
Altra scossa mancata è stato il mercato di riparazione dove si è badato al minimo sindacale per rinforzare ruoli lasciati liberi da giocatori intrattenibili a Busto in quanto fuori categoria come Anderson, volato giustamente in serie A dopo le brillanti prestazioni regalate ai tifosi di Busto. L'arrivo di Pisani sembrerebbe persino un indebolimento vista la sorte del suo illustre predecessore.
Come appare un indebolimento la perdita di Bianciardi ritornato frettolosamente alla Reggiana dopo che lo stesso direttore sportivo granata Ferrara aveva dichiarato che"trattasi di un giovane con alto potenziale che a Busto non riesce a trovare spazio". In effetti in un centrocampo con Ulizio, Cannataro, Giorno e Casantini, sarebbe un'illusione pensare che un giovane di prospettiva come Bianciardi possa trovare spazio. Peccato che anche a Reggio fatichi a trovare spazio, per cui ci si chiede il motivo di tanta fretta nel riportare a casa il talento granata. Infine, ecco la perla del mercato della dirigenza biancoblù che nonostante le insistenze della Reggiana riusciva nel capolavoro strategico di trattenere a Busto il difensore Panizzi, dopo che lo stesso era stato mandato a Busto proprio dalla Reggiana per far posto ad Andreoni e Mignanelli. Panizzi è stato acquistato dalla Reggiana a gennaio, ma con opera pia da parte della società di Barilli ora in simpatia anche al nostro ex patron Vavassori, nonchè al nostro attuale patron Filippi che prima era vicepresidente della Reggiana stessa, è stato lasciato a Busto per dare una mano ai tigrotti. Peccato che in campo scendano altri. Anche qui vale il discorso fatto per Anderson. Evidentemente quattro allenatori non hanno saputo scovare i veri talenti di questa rosa.
Ci consola sapere che comunque esistono e quindi prima o poi potrebbero esplodere, serve solo una scintilla.Da quel momento in poi non ci sarà niente per nessuno. Per cui scatta l'appello alla fiducia. Una squadra prima allenata dal "secondo di un allenatore che è stato anche in nazionale", con un centrale ora in serie A, con giovani ambiti da squadre dal calibro della Reggiana che ormai da anni ha l'"ossessione Busto Arsizio" tanto da rivolgersi a Busto per qualsiasi esigenza di natura tecnica, dirigenziale e di staff e dimostrando al contempo infinita riconoscenza verso la nostra squadra tanto da inviargli allenatori (Montanari), presidenti(Filippi), giocatori(Panizzi, Bovi,Palumbo,Arati)e direttori sportivi(Antonelli), non può retrocedere. Sarebbe un insulto alla realtà! Persino un insulto alla Reggiana che farebbe una brutta figura se con quello che ha preso a Busto venisse promossa in serie B mentre con i talenti inviati a Busto si registrerebbe una retrocessione in serie D.
Serve solo una scintilla, suvvia almeno questa la sfigata Busto saprà produrla. Prima serviva una fidejussione per salvarci, adesso molto meno. Solo una scintilla per accendere il fuoco della riscossa.
Il prezzo di un accendino!
Poi Filippi ci farà sapere cosa intenderà fare a fine campionato. A precisa domanda lui stesso rispose: "Non sono certo venuto a Busto per qualche mese". Per ora a Busto non ci è venuto nemmeno per qualche giorno. 
Flavio Vergani

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