Header


Smaltite le feste pasquali eccoci nuovamente in cima ai bastioni per riprendere, più decisi che mai, la nostra battaglia in difesa della Pro Patria la quale, se ai più apparirà solo una questione sportiva, i ben informati si accorgeranno come sia riduttivo limitarla a quella sfera. In essa infatti c’è in palio molto di più; è una battaglia di dignità di una città, Busto Arsizio, culla della civiltà industriale italiana, che non è disposta a veder gettati nel fango i valori in cui si riconosce, di cui la Pro rientra di pieno diritto. Oggi per esempio leggo l’ennesima lista di fantomatici pretendenti e cordate alle spoglie della Pro, quando l’unica corda che hanno visto i tifosi biancoblu in questi mesi è quella per l’impiccagione. Se dobbiamo lavorare di fantasia tanto vale parlare pure di una cordata d’imprenditori di Paperopoli capitanata da Paperon de’ Pareroni dato che, da quest’estate a parte, si sono fatti avanti ogni tipo d’imprenditori e personaggi di certe e svariate nazionalità ma di dubbia fama; notizie queste che sono solo pure “armi di distrazione di massa” con il preciso scopo di allontanare la lente d’ingrandimento verso chi vuole rimanere nell’ombra che per ultimamente rischia, sentendo le notizie di altri lidi, di ritrovarsi soffocato dalla sua stessa corda che doveva usare per impiccare gli altri.

L’ennesimo colpo di scena da thriller americano (neanche ben scritto) perpetrato da protagonisti i cui nomi e cognomi siamo tutti a conoscenza, non devono distoglierci lo sguardo dal campo il quale, ancora per ora, è il supremo giudice della sorte delle varie compagini in campo. Un rampante Pordenone resuscitato all’improvviso manco fosse Lazzaro di fronte a Gesù Cristo ci ha relegato all’ultimo posto in classifica, posizione questa che speravamo di aver allontanato ma che ci ritroviamo ad occupare. Sulla strada per l’ennesima scalata avremo davanti il Feralpi di una nostra vecchia conoscenza, Beppe Scienza, che, nonostante sia rimasto attaccato ai nostri colori, da professionista qual è non si farà certo intenerire il cuore per la nostra situazione e, seppur forse con rammarico, tirerà avanti per la sua strada con l’intento di strappare in quel di Busto (finalmente si torna tra le mura amiche) il bottino pieno per rimanere attaccato al treno dei play off.

I ragazzi, che anche nella disfatta di Alessandria avevano fatto vedere buone cose fino alla sciagurata espulsione, devono (anche se non è facile) lasciarsi alle spalle le questioni societarie e tirare dritto per la loro strada conquistando quella sospirata salvezza che metterebbe con le spalle al muro chi pensa di aver tutto sotto controllo ma che inizia a veder scricchiolare il suo copione. Sarebbe bello rovinare i piani di chi sembra aver previsto tutto ma che rischia poi di rimanere con il cerino in mano …  Ai ragazzi il “potere” di rendere realtà questi nostri sogni, sicuri di vedere messa in campo la professionalità che nei primi mese è mancata. Il rientro poi di Pisani, Calzi e Arati dalle squalifiche e il graduale rientro di Palumbo devono essere il vento che gonfia alla nostre vele per poterci fare uscire dalla tempesta e trasportare in quel porto sicuro che si chiama salvezza

Per il futuro ci sarà tempo per parlare … un futuro che speriamo sia presto presente … a noi il dovere di tenere alta la guardia facendo sentire la nostra voce in ogni luogo, sede, piazza che riterremo valide per portare avanti la nostra battaglia, senza però farci distrarre dalle prima citate “armi di distrazione di massa”, e cioè di fantomatiche notizie di nuovi sbarchi sulla “spiaggia” bustocca atte ad allentare la nostra pressione verso chi di dovere. Il tutto però senza dimenticare il campo e il sostegno ai nostri ragazzi a cui spetta di tramutare in realtà le nostre aspettative …

ANDREA D’EMILIO

0 commenti: