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Trovare parole migliori di quelle espresse da Flavio nel suo pezzo è difficile; in esse però traspare l’amarezza che noi tutti proviamo per un epilogo di cui tutti però eravamo ben consci. Questa consapevolezza non lenisce il nostro dolore e, come cantava in una sua canzone Samuele Bersani, “l’amore spacca il cuore” nel vedere in che condizioni è stata portata la nostra Pro Patria.
Analizziamo però i fatti. Sinceramente della presenza del dottor Filippi non si era affatto accorto nessuno, nemmeno il nostro sito ufficiale che non lo annotava nell’organigramma societario tanto che più di una persona se gli dicevi di Filippi ti rispondeva “Filippi chi?”. La sua figura è paragonabile a quella dei tizi che incontri durante i viaggi in treno dei quali, appena finita la tratta, non ti ricordi più per il resto della tua vita. Ecco, così si può assumere il “regno” Filippi di cui sono sicuro, negli anni a venire, non si ricorderà nessuno entrando di diritto nell’oblio, nel fantastico, nell’occulto e  nel misterioso, pane questo per programmi come quelli di Roberto Giacobbo. Oppure nella leggenda come quella della presunta papessa di Roma.
Ad onor del vero, dopo una timida speranza iniziale, ci eravamo accorti tutti della consistenza pari ad un grissino del passaggio societario in mano a quest’uomo fin dal momento della sua presentazione. Cosa sia successo nella “stanza dei botttoni” non è dato sapere, anche se un’idea ce la siamo fatti; se le intenzioni di Filippi fossero state genuine (ma non credo proprio) allora anch’egli è stato turlupinato ma, se come pensiamo, si è prestato al gioco di chi sappiamo allora è colpevole come gli altri, se non di più. La sua figura sarebbe in parte riabilitata solo se questo suo allontanamento sia frutto di un moto d’orgoglio (ma non credo proprio) da parte di una persona stufa di fare da paravento a taluni personaggi. In questo caso lo inviterei a fare un comunicato per spiegarci un po’ questa situazione (magari chiedendoci anche scusa) e denunciando il gioco sporco che qualcuno sta facendo con la Pro (in verità però penso che questo suo dileguarsi sia frutto di un’azione già studiata e Filippi se ne sia andato perché ha portato a termine il compito per cui era stato ingaggiato).
Sì, gioco sporco è la parola giusta. La Pro Patria è vittima di chi, a seconda di quale piedemette per primo giù da letto al mattino al risveglio, gioca con il destino della nostra società al pari del fanciullo che decide che fine far fare al suo giocattolo in una sua storia di fantasia. Questa però è realtà e inviterei chi si crede più furbo degli altri a non esserne così convinto perché nella vita c’è chi lo è più di te e ti mette nel sacco. Però finchè ai vertici della categoria c’è chi sa e fa finta di niente allora storie come la nostra saranno sempre più all’ordine del giorno; inutile fare leggi a tutela dei club in difficoltà se chi le fa è lo stesso che provoca questi disastri! Una manina sulla coscienza mi sembra d’obbligo e una riflessione, visto il periodo, non sarebbe male; torno a ripetere se non è in questo mondo dovrete rendere conto nell’altro e lì non c’è giustificazione o leggina ad hoc che vi salva.
Inoltre mi chiedo: ma che male così grande abbiamo fatto per meritarci questo? Quale delitto abbiamo commesso da subire torture così ben congegnate, sofisticate e centellinate? Chi ci rimette ovviamente è sempre il tifoso il quale era ben conscio di trovarsi davanti al segreto di Pulcinella ma non si capacita perché debba così soffrire; quest’ultimo poi fa frullare il cervello ed inizia a fare teoremi per trovare una ragione su quanto succede. Uno di questi per esempio potrebbe essere: ripresa della squadra, goal annullato a Bassano, due vittorie di un redivivo Pordenone con avversari ben più quotati, ultimo posto buono per retrocedere, saltato l’ennesima passaggio societario e voci d’interessamento da parte di terzi solo se si retrocede … ergo gioco al massacro verso la Pro per far di tutto per farla retrocedere! Anche se non (?) per forza c’è un filo conduttore chi è nella disperazione riesce a trovarlo. Ma tanto noi tifosi della Pro siamo brutti, cattivi e razzisti e ci meritiamo questo ed altro!
Quando arrivò Filippi in un mio pezzo titolai “Ci rivedremo a Filippi”; in cuor mio mai mi sarei aspettato di ritrovarmi, a conti fatti, sulla casella del gioco dell’Oca che ti fa ripartire dal via ma, così è stato. Motivo? Perché il mio peggior difetto è dare credito alle persone … è una lezione che non ho ancora imparato ma che adesso inizierò a fare per non essere più gabbato in futuro.
Nell’auguravi una buona ma quanto amara Pasqua vi chiedo scusa se mi sono dilungato più del solito ma è quello che sentivo ( e mi sono limitato per non intercorrere nella censura). Certamente io e gli altri non vi abbandoneremo mai!
ANDREA D’EMILIO

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