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Per chi no lo sapesse il titolo riprende la frase pronunciata dal capitano William Travis in occasione dall’assedio di Fort Alamo; quando i messicani gli chiesero di arrendersi egli scrisse la frase che ho appena citato per ribadire il suo intento di non cedere al nemico e aver, forse, salva la vita.

Perché sì, anche qui a Busto sta succedendo così … i tifosi e tutto l’ambiente Pro Patria, specialmente questa settimana, si è sentito come quei 189 texani assediati dai messicani nell’antica abbazia spagnola, venendo attaccati da ogni lato con la sensazione e speranza che, da un momento all’altro, il muro cadesse; però, nonostante le crepe, siamo ancora qui, in piedi sui bastioni a respingere, come allora, il nemico che ci ha chiesto di arrenderci. La risposta più bella è arrivata oggi sul campo dove i nostri ragazzi, come allora, hanno venduto cara la pelle mandando un segnale chiaro al generale Santa Anna, che era l’allora capo dei messicani: “hai chiesto di arrendermi … ma io non mi arrenderò mai!”.

Se morte, o nel nostro caso cancellazione, deve essere almeno avvenga con onore e causando il maggior numero di danni al nemico, come fecero allora proprio i texani che inflissero, nonostante poi la sconfitta, dure perdite al nemico che, nelle battaglie seguenti, segnato da quello scontro, non riuscì a fermare l’urto dell’esercito di volontari di Austin che rese indipendente il Texas.

La Pro Patria è quindi questo oggi; le forze in campo che vogliono la sua fine sono come allora preponderanti di chi la vuole viva ma questi non hanno fatto conto con la tenacia e lo spirito di sacrificio di chi tifa la Pro e di chi scende in campo, il quale non si è dato per vinto dimostrando che finchè avrà fiato ed energia non rimarrà inerme sul campo. Un sentito grazie a questi ragazzi per quanto stanno facendo!

Artefice di queste prestazioni è il nostro capitano Serafini che oggi ha fatto il goal che ci ha permesso di portare altro fieno in cascina; è lui il nostro William Travis, colui al quale guardiamo nei momenti di difficoltà, il quale ci incita ad andare avanti incoraggiandoci e dandoci quella forza che pensiamo di non aver più ma che improvvisamente ritroviamo rinfrancati dal suo spirito. “O capitano mio capitano” dicevano a Robin Williams nell’Attimo Fuggente; parole più appropiate non riesco oggi a trovare.

Per tutta la settimana quindi ci hanno preso a cannonate in ogni posizione, hanno cercato di fiaccare il nostro spirito con ogni mezzo e, come allora ad Alamo, il generale Santa Anna ha sventolato la bandiera rossa che stava a significare “lotta senza quartiere” aggiungendoci la suonata del “Deguello”, la canzone della morte facendoci capire velatamente che eravamo spacciati, proprio le stesse cose che fecero allora i messicani ai texani.

Invece, caro generale, siamo ancora qua! Alamo ancora non è caduta, resiste e se deve cadere lo farà con onore e dignità: e se fine sarà come allora si disse “Ricordatevi di Alamo” i posteri diranno “Ricordatevi della Pro Patria!” Perché dopo Alamo c’è Austin …

ANDREA D’EMILIO

 

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