Header


In queste ultime settimane abbiamo assistito ad una graticola di punti di penalizzazione che hanno riscritto e ridisegnato la classifica che il campo, nel bene e nel male, aveva delineato.

Questo campionato sarà ricordato come quello della “falce e del martello” e non perché l’Italia, tutto in un colpo, abbia abbandonato il sistema politico democratico all’occidentale per uno social-comunista tipo Unione Sovietica; esso infatti rappresenta le armi che chi comanda questa Lega sta usando nei confronti delle  compagini che in esso vi militano. Con una mano infatti falciano i punti mentre con l’altra tirano martellate nei denti (per non usare un’altra parte anatomica per non incorrere nella giusta censura) delle società ma soprattutto dei tifosi, i veri beneficiari delle decisioni cervellotiche dei vertici della Lega. Mi sembra quasi di assistere alla scena del “Marchese del Grillo” che buttava giù ai poveri le monete bollenti per puro godimento … Qui invece mi sembra si goda nel far diventare matti gli appassionati … veramente, non c’è limite al peggio!

E qui mi sorge una domanda;  ma cosa giochiamo a fare se tanto i campionati vengono decisi a tavolino? Sinceramente mi sembra di assistere a quando io da bambino giocavo decidendo gli spostamenti di mercato, chi veniva promosso e chi retrocedeva … direi che la mia fantasia di bambino si è trasformata incredibilmente in realtà dove discutibili personaggi decidono chi va e chi viene, sovvertendo così il verdetto del campo. A parte colpe o non colpe gli otto punti di penalizzazione al Novara, così in botto solo, fanno rabbrividire ed impallidire; tra poco manco alla Juventus in Calciopoli avevano dato così tanto!

Una gestione e decisioni del genere in un paese credibile porterebbero ad una seria riflessione sul dove si vuole arrivare … bisognerebbe ridiscutere le regole se non l’intera sistema partendo dal presupposto che chi si disimpegna, a parte clamorosi fallimenti improvvisi tipo crisi del 1929, è costretto ad onorare tutti gli impegni finanziari inerenti alla vita del club. Se così non fosse allora dovrebbe scattare la radiazione a vita da ogni attività sportiva, persino la sola sponsorizzazione per la squadra dell’oratorio. Ma come possiamo pretendere di cambiare le cose nel paese che per eccellenza non cambia mai? Come possiamo pretendere di farlo nel calcio quando l’attuale Presidente della Figc Lotito (quello vero, non il fantoccio) ha detto quello che sappiamo sul Carpi e sulle squadre senza appeal? Che poi sono gli stessi che si riempiono la bocca della favola Chievo Verona il quale però, seguendo i loro parametri, manco dovrebbe avvicinarsi al professionismo … e così ci tolgono pure i sogni e le storie tanto che, avanti di questo passo, il povero Federico Buffa rimarrà pure lui disoccupato.

Nei miei pezzi ho sempre dato “al campo” il ruolo di sommo giudice della sorte; alla vista di ciò dovrò per forza cambiarla. Aiutatemi voi a trovarne una adatta!

Alla prossima falciata e martellata!

ANDREA D’EMILIO

0 commenti: