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21 aprile 2015 … per la maggior parte delle persone è un giorno come un altro … per noi tifosi della Pro no perché oggi si festeggia il compleanno del nostro capitano, Matteo Serafini.

Caro Matteo, sono 37 … ma sinceramente noi non ce ne accorgiamo perché per noi ormai sei immortale, sei come il Che Guevara sulle magliette dove, nonostante il tempo passi, il suor ricordo non sbiadisce, anzi rimane più vivo che mai.

Sembrava ieri quando nel 2009 approdasti nei nostri lidi e forse nemmeno t’immaginavi quanto bella sarebbe stata la tua avventura con noi sebbene tutti gli accidenti, non certo per colpa tua, sono accaduti nel corso del tempo. Insieme però ci siamo tolti anche delle soddisfazioni come la promozione di qualche anno fa, che sembra lontana anni luce ma che è così vicina che, se ci dovessimo sporgere, potremmo ancora toccarla.

Il giorno più bello della tua carriera ci hai fatto intendere è stato la volta con cui, con la maglia gloriosa del Brescia, mettesti a segno una tripletta alla Juventus bucando un certo Gigi Buffon, il portiere più forte del mondo degli ultimi vent’anni. Per noi invece la partita più bella è quella che deve venire perché ogni volta sai stupirci facendosi nel contempo gioire per i tuoi goal in campo.

Negli ultimi tempi, con le società che si susseguivano alla nostra guida al ritmo del mariti avuti da Elizabeth Taylor, tu sei sempre stato la nostra ancora di salvezza, non solo in campo, ma anche fuori; l’unico su cui si poteva contare perché c’era sempre e, giorno dopo giorno, hai incarnato sempre di più lo spirito e i valori di chi ha vestito questa maglia il cui spirito aleggia sullo Speroni sebbene qualcuno, armato di aspirapolvere, sta cercando di risucchiarli e svendendo al mercato al pari dei mercanti del tempio scacciati da Gesù. Perché tu, nonostante le opportunità che hai meritatamente avuto, non hai mai mercanteggiato i nostri valori non abbandonando una nave che va sempre più a picco insegnandoci che ogni buon capitano è l’ultimo che abbandona la barca o l’ultimo a dare battaglia. Per questo ti ho paragonato a William Travis, il comandante del forte di Alamo che fu l’ultimo ad arrendersi al nemico perché tu, ogni volta che scendi in campo, ci dimostri sempre di essere l’ultimo a mollare anche in una giornata storta. Perché se se ne va Serafini allora tutto è perduto e non c’è più speranza … finchè tu ci sarai allora possiamo ancora crederci!

Tanti oggi avranno aneddoti da raccontare su di te; personalmente mi ricordo di come, qualche anno fa, ti chiesi, in occasione della presentazione della squadra in piazza, una foto.  Pensando “figurati se questo che ha fatto tre goal a Buffon si fa la foto con me” mi è rimasta impressa la tua cortesia e gentilezza dato che interrompesti un tuo dialogo con dei dirigenti per farti una foto con me, che ancora conservo, e che mi piacerebbe in futuro ripetere. Non è da tutti lasciare indietro cose importanti per farsi una foto con un perfetto sconosciuto se per lo più a farlo è uno con un curriculum come il tuo.

Caro Matteo, se leggerai questa mia (e spero di interpretare il sentimento di tutti) ti voglio esprimere tutta la stima, l’affetto e la riconoscenza che io e tutti della Pro abbiamo per te. Quando andrai via ci sentiremo tutti più soli e sarà finita un’era; potremo però dire che siamo vissuti “al tempo di Serafini”!

Auguri!

ANDREA D’EMILIO

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