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La Pro Patria pareggia con il Renate a un minuto dalla fine con un rigore trasformato da Serafini e questo è l’unico aspetto positivo della giornata. Per il resto la prestazione dei tigrotti è da dimenticare.
In settimana ci si riempie la bocca con dichiarazioni ad alto livello di sensazionalismo e si parla di cinque finali da sostenere. Poi, alla domenica, si offrono ai tifosi prestazioni al cloroformio con la Feralpi e alla camomilla con il Renate. Grinta? Determinazione? Spirito di squadra? Chi li ha visti?
In campo taluni giocatori passeggiano e quando ricevono il pallone fanno di tutto per liberarsene consegnandolo quasi sempre agli avversari. Altri, che per qualità dovrebbero fare la differenza, sono addirittura assenti: D’Errico nemmeno in panchina, Bovi tra le riserve quando in campo ci sono delle controfigure di giocatori. Badate bene, non stiamo parlando di aspetti solamente tecnici, quello che non vediamo è l’animo tigrotto. Taino, per esempio, trasmette costantemente l’idea di mettercela tutta, di aggredire anche le sue debolezze tecniche pur di mordere l’avversario. Altri, anche più dotati a livello tecnico, trasmettono l’esatto opposto.  Questo è inaccettabile.
Inseguire i play out con questo spirito a nostro avviso ha poco senso. Verremmo piallati da chiunque. Il Renate di oggi, ad esempio, meritava di vincere senza nessun dubbio e solo uno del mestiere come Baclet(anche lui relegato in panchina)poteva trovare il modo per indurre l’arbitro a fischiare un rigore apparso perlomeno dubbio. L’altro escluso, ossia Guglielmotti, ha fatto in pochi minuti quello che altri non hanno fatto in novanta, dando almeno un po’ di dinamicità ai pigrotti scesi in campo in quel di Meda.
Quando si parla di “finali” si pensa a partite ove dare tutto con generosità, gettando il cuore oltre l’ostacolo. Ci si immagina giocatori con la bava alla bocca, a partite terminate con ammonizioni, con crampi ai muscoli e con sfinimento fisico.  Quello che abbiamo visto oggi in termini di grinta non è nemmeno paragonabile a quella che è possibile vedere in una finale di un torneo di scacchi.
Delle due l’una, o questa squadra è mentalmente e fisicamente scarica da non aver la forza di trovare energie, neppure se stimolate dalla possibilità di scavalcare le dirette avversarie perdenti in questo turno di campionato, oppure qualcosa di diverso non funziona nella rosa di mister Montanari.

I tifosi, anche oggi encomiabili per presenza, iniziano ad averne le tasche piene e non lo hanno certamente mandato a dire. A Vavassori, in particolare, saranno suonate molte volte le orecchie. Per fortuna che capitan Serafini, anche lui non risparmiato da qualche coro della curva, ha trovato il coraggio di realizzare un rigore pesantissimo che ha fatto passare un buon compleanno al supertifoso “Holligano”.
Domenica felice anche per il Direttore Carlo Regalia che ha portato fortuna alla Pro Patria. Infatti, proprio mentre il suo amico Bruno gli stava comunicando l'esito negativo del match. ecco arrivare il calcio di rigore che l'ex tigrotto ha potuto vivere in diretta, gioendo con il popolo tigrotto. I tigrotti veri perdono il pelo ma non il vizio, tanto da riuscire a aiutare la Pro anche solo con il pensiero.
Alla fine, un punto che tiene a galla la barca biancoblù, ma certamente ci si aspettava molto di più.

Flavio Vergani

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