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Squadra ultima e situazione societaria che torna alle origini dopo l’ennesima cessione non riuscita. Il nastro viene riavvolto a inizio stagione e oggi si rivedono le stesse scene di mesi fa. Solite tinte bianche e nere. Di biancoblù non è rimasto più nulla. Nel frattempo, non è successo niente, solo prove di cessione.  Anzi no, è accaduto solo quello che non doveva accadere. Una cessione della gestione sportiva che ne ha combinate di tutti i colori, mentre il proprietario stava alla finestra assistendo impotente al disastro degli uomini ombra. Uno tzunami che ha spazzato via quel poco che ancora era rimasto dopo il grande trasloco verso Reggio Emilia dell’estate scorsa.
Poi, la solita mossa di gennaio. Nel 2014 fu la banca svizzera a tenere banco, nel 2015 ecco Filippi a fintare l’acquisto, nel 2016 sarà presumibilmente la banca del mercato di qualche tifoso che vende cerniere a rilevare, al doppio di quello pagato da Filippi, la Pro Patria. Dovrebbero bastare 2 euro!
Tutto questo accadeva mentre i tifosi normali, gli ubriachi del vin brulè, gli irresponsabili, i vecchietti e i giornalisti, non hanno osato dire “beh”, non hanno scioperato, non hanno contestato, non hanno fischiato, non hanno disturbato. Dopo le colpe incassate nel passato hanno pensato che forse rimanendo zitti si favorisse la soluzione. Utopia!
Nell'attesa, si sono beccati: goal a raffica,  più o meno pagati quattro allenatori, ingaggiati due direttori sportivi ,dei quali uno sparito da un giorno all’altro, cambiata una girandola di allenatori in seconda, acquistate camionate di giocatori provenienti dai quattro  punti cardinali, dalla Sardegna alla Bulgaria, passando per la Nuova Zelanda e la Francia.
E, per non farci mancare niente, ecco persino una denuncia per scommesse, oltre al solito punticino di penalizzazione  e qualche lezione di comportamento offerta direttamente in sede del club degli errori e degli orrori da allenatori mascherati da comunicatori.
C’ è stato persino uno che a lungo ha stazionato in sede per “verificare i conti” della società prima dell’acquisto definitivo. Anche lui sparito come Antonelli, come il governo ombra, come Filippi.
Domanda: nel passato tutto quello che accadeva di negativo era colpa dei tifosi brutti e cattivi, chiacchieroni e brontoloni. Quello che è accaduto fin qui, nonostante una piazza disattivata, demotivata, rassegnata e delusa, che di fatto la resa praticamente silente, è stato per colpa di chi?
Chi ci mette la faccia in questo caso? Chi alza la mano accusandosi di questo disastro che ha portato la società a non avere più valore in campo e totale assenza di un progetto dietro le scrivanie? Come è giustificabile che dopo una stagione intera ci si ritrovi nella situazione di partenza peggiorata da scelte tecniche discutibili e spesso imposte che hanno pesantemente inciso sul risultato sportivo?
Davvero stentiamo a capire la strategia che muove questo desolante show. Sembra che la Pro Patria venga tenuta in vita per vederla morire goccia a goccia, chiudendo di mezzo giro alla volta la valvola della flebo che contiene sempre meno zucchero e più acqua.
Prima la colpa era degli infermieri, adesso dei medici, sta di fatto che la cura dura da troppo tempo senza portare a nessun miglioramento. Che senso ha continuare ad accanirsi sul paziente con cure palliative?
Al paziente sono già stati tolti gli “ori” e trasferito il corpo, gli è rimasta solo l’anima. Almeno di quella si abbia rispetto, oppure gli si dia degna sepoltura. Se questo serve per far Pasqua e poi risorgere.
Flavio Vergani

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