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Ma sì, sparate sulle nostre tigri. Affibbiate loro titoli spregevoli che non si meritano. Loro sono vittime, quanto noi: hanno pagato, in termini di classifica e di cicatrici sull'anima, per chi ha pensato bene di dimenticare il calcio, di calpestarlo,
I nostri ragazzi non sono venduti: sono stati traditi. Ma capisco che sia costume nazionale prendersela subito con chi non c'entra, perché stroncare il male e punire i colpevoli richiedono troppo impegno. Vedremo.
Solo che avete capito male: questa commedia all'italiana scivola sulla nostra pelle. Noi preferiamo la serietà alla bustocca.
Vi aspettiamo sul nostro campo. E caro Lumezzane, qualsiasi cosa accada 1) per noi contano i fatti 2) saremo sempre fieri dei nostri ragazzi, che non si sono fatti inghiottire da un vortice malato.

Marilena Lualdi
Giornalista de La Provincia

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