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Alzi la mano chi un mese fa aveva previsto la Pro Patria in lotta per il quint’ultimo posto...Vediamo poche mani alzate, quasi nessuna.
Si, forse una, c’è sempre l’amante dei pronostici scritti a matita e poi esibiti con orgoglio per compiacere gli amici e compiacersi di una competenza sportiva senza confini.
Ma, lasciando perdere i fenomeni, diciamo che il pessimismo era diffuso e si puntava al penultimo posto.
Il capolavoro deve essere portato a termine, diversamente sarebbe solo una beffa, ma ora siamo in mani sicure. Il condottiero Montanari ha le idee chiare e i ragazzi lo seguono per dimostrare che alla fine la colpa non era solo la loro.
Certamente chi ha permesso che avvenisse quel che è successo ha le sue belle responsabilità, chi ha agito dietro le quinte pure e gli allenatori che si sono alternati alla guida tecnica anche.

Certamente gli arrivi di gennaio hanno dato energie alla truppa, ma nel mondo delle anomale normalità è avvenuto qualcosa di molto particolare. Il mercato in uscita ha rafforzato la squadra molto di più di quello in entrata. Se ne sono andati giocatori dipinti da qualcuno, spacciatosi per allenatore, come titolari fissi per mancanza di alternative valide, dichiarazione che se da un lato ha scatenato grasse risate nella tifoseria, dall’altra ha creato una voragine nella classifica biancoblù.
Vedere questa squadra prossima ai play out fa piangere il cuore. Crediamo che nulla abbia da spartire con questa classifica, ma purtroppo la realtà la condanna alla lotteria degli spareggi.

Che dire, qualcuno parla di scommessa vinta, meglio lasciar perdere il tema visto che ci ricorda l’indagine in corso. Qui non si è vinto proprio nulla, anzi si è fatto di tutto per cacciarsi in questa situazione. Chi lo avrebbe mai detto? Crediamo nemmeno gli esperti dei pronostici, diversamente vorrebbe dire essere autolesionisti.
Certamente i ragazzi meritano la soddisfazione della salvezza per quello che hanno sofferto. Per mesi abbandonati ad una gestione sportiva che li ha umiliati con scelte tecniche agghiaccianti, relegando in tribuna alcuni di loro, bravi ragazzi e diligenti professionisti.
Poi, illusi da una cessione societaria poi rivelatasi virtuale con un presidente fantasma che ha deluso persino il suo fedelissimo amico “Mike” di Reggio Emilia che lo ha frettolosamente raccomandato ai bustocchi con una mail referenziale piena di stima nei confronti del professionista modenese.
Giocatori che stanno dimostrando il loro valore  e che meritano da darsi e di darci una soddisfazione finale che chiuda questo campionato che verrà ricordato come il peggiore degli ultimi trent’anni. Non per i risultati sul campo, ma per quello che è accaduto fuori dal campo. Per le scelte, le assenze, le simulazioni di cessione societaria, la poca chiarezza e lo stato di eterna incertezza gravante sull'ambiente.
Salvarsi sarà come vincere il campionato? Assolutamente no, ma sarà il giusto premio per chi ci ha creduto in campo e fuori, nonostante tutto.
Forza ragazzi concludete il capolavoro mettendoci la firma

Flavio Vergani

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