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Non so cosa penserò e scriverò tra poche ore. In questa notte che si preannuncia insonne, ho un’unica parola sulle labbra. E la voglio pronunciare in fretta, perché resti tra di noi per sempre.

Vorrei dire grazie. Volevano dividerci, dovevano riuscirci: era così facile. Quanti, lungo quest’anno infinito e dai mille risvolti, hanno vacillato, anche solo nel loro cuore, anche solo per un istante. Specialmente all’inizio. Quanti si erano allontanati, con la complicità dell’orario spezzatino, con le partite in stile ribaltone.

Eppure, gara dopo gara, il fuoco non si è affievolito. Casomai, si è rafforzato.

Quante volte ci troviamo distanti, che lo confessiamo o no. Ma adesso lo sentiamo con forza: siamo il popolo della Pro Patria, più compatto che mai. Playout: si cerca la salvezza, si scrive già orgoglio, perché è questo che ci guida.

Ciascuno di noi ha una notte dura davanti: giocatori, tifosi, anzi quella virgola varca un confine inesistente. Ciascuno di noi coltiva le proprie idee, siamo così differenti tra di noi, e a volte possiamo persino arrabbiarci. Ma siamo uniti, terribilmente uniti, dolcemente uniti.

Vuoi vedere che a chi, furbescamente o inconsapevolmente, ha cercato di dividerci, devo pure dire grazie.

Ci ha aiutato, a riconoscerci. Ad amare di più la Pro Patria, quello no, perché già eravamo pazzi di questo colore.

Grazie, perché dovevamo perderci, almeno un poco. E non siamo semplicemente ancora qua: ci siamo ritrovati, più uniti che mai.

Fino alla fine forza Pro Patria.

Marilena Lualdi

Giornalista de “La Provincia”

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