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Da circa 24 ore il tifoso della Pro Patria ha un peso sullo stomaco che avrebbe preferito dovuto da una mangiata colossale piuttosto che dagli ultimi avvenimenti accaduti intorno alla sua squadra. In particolare dopo aver letto le prime intercettazioni che coinvolgono persone che avevano avuto la faccia di presentarsi da noi chiedendo il nostro supporto senza fischiare al primo errore …

Il tifoso si sente tradito nell’intimo non tanto da chi è finito sotto inchiesta bensì da chi ha permesso tutto questo che, invece di parlare, si è comodamente barricato dietro il proverbiale silenzio stampa. Se esso è capibile visto le indagini in corso e l’imminente sfida con il Lumezzane dall’altra il tifoso lo vede quasi come un atto di codardia da parte di chi non vuole prendersi le sue responsabilità. Certo le reazioni a caldo non sono le migliori ma almeno un parolina di conforto e scusa verso non solo all’ambiente Pro Patria ma all’intera città di Busto per il danno d’immagine ricevuto non sarebbe stato male. E si … forse per chi non l’ha capito la città è un tutt’uno con la squadra; probabilmente non l’hanno compreso che entrambe non possono vivere senza l’altra e che la Pro non è solo una squadra di calcio ma un simbolo dove tutti gli abitanti del territorio si riconoscono, dato che essa racchiude i VALORI e i SENTIMENTI di un’intera popolazione. Certo questo rispetto e sensibilità da parte di chi è oggi inquisito, viste le intercettazioni, non ce lo saremmo aspettati ma da altri invece sì.

Quando chiesi ad Andrea Fazzari di poter collaborare per il giornalino della Pro Patria lo feci più per una questione sentimentale che lavorativa perché, da quando sono nato, a Busto non ho sentito parlare d’altro. Era anche un modo per conoscere il nonno che non ho mai visto essendo lui un super tifoso della Pro e per renderlo orgoglioso; mi sarei aspettato di scrivere gesta non tanto di grandi campioni ma di uomini … invece eccoci qua a sentire tutto questo schifo e a fare zapping quando ti trovi davanti ad un tg che inevitabilmente parla di ciò facendo per primo il nome della tua squadra anche se tu, in cuor tuo, sai di non c’entrare niente ma gli altri no e ti identificano come ladro e malfattore.

Io, nonostante tutto questo tsumani, sono ancora orgoglioso di essere bustocco e tifoso della Pro Patria, non mi vergogno, anzi perché questa gente non mi rappresenta e non mi ha mai rappresentato … vado in giro a testa alta dicendo che noi ci siamo sempre opposti a questa gente e se posso cerco di portare conforto a chi si sente tradito e vorrebbe buttare tutto “in vacca”.

I nostri nonni ci raccontavano le gesta di Reguzzoni e Antoniotti, i padri di Re Cecconi e dei Calloni mentre noi cosa racconteremo ai nostri figli? Queste cose? No, mi dispiace mi rifiuto e mi oppongo e spero che questa sia l’ultima parentesi di una storia che ritornerà ad essere gloriosa.

Soprattutto in questi momenti forza Pro!

ANDREA D’EMILIO

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