Header


In questi giorni, leggendo la rassegna stampa locale e intralocale(leggasi Reggio Emilia) ,abbiamo avuto modo di rileggere parole che da qualche tempo non sentivamo.
“Doppie scommesse vinte”, “carro dei vincitori”, “pronostici centrati con calibrata precisione”.
Insomma, l’apoteosi del “ve lo avevo detto”, del “io ci ho sempre creduto”. Un esercito di maghi ed esorcisti che dopo aver scacciato a randellate il male che aveva colpito la Pro Patria, aveva visto e previsto l’esito positivo della vicenda. Chapeau!
Ci chiediamo di cosa si stia parlando, preoccupandoci del fatto che forse a qualcuno sfugge il fatto che dovremo giocare i play out e non i play off.
I play off li giocherà la Pro Patria intralocale, quella esportata a Reggio Emilia perché indegna di calcare lo Speroni per una serie di motivazioni che ormai tutti sanno, ma ai quali nessuno, o quasi nessuno, ha mai creduto. Qui si giocheranno i play out, giusta punizione per un ambiente ritenuto ostile alla proprietà (a parte qualche vecchietto o privilegiato ancora non finito nella black list vavassoriana).
Che venga celebrato questo big event, ossia i play out, è del tutto condivisibile visto come buttava, ma crediamo sia perlomeno prematuro festeggiare una salvezza tutta da conquistare.
Quindi, prima di ferrare i cavalli e lucidare il carro della vittoria, occorre vincere la battaglia.
Sappiamo come finì ai carri pronti per il dopo Padova o il dopo Salò, mentre ricordiamo i pianti dopo Verona e Pergocrema.
Le notizie da fonti inattendibili disturbano l’ambiente proteso verso la salvezza, ma crediamo che lo stesso effetto lo procurino le esaltazioni anticipate, seppur da fonti super attendibili.
Dopodichè, sarebbe intellettualmente onesto e doveroso smetterla una volta per tutte di alimentare politiche che tendono a dividere i tifosi in bravi e cattivi, piuttosto che stimarsi per quello che è stato fatto da taluni e non da certi altri.
E’ esercizio molto provinciale che non aiuta a compattare e a cementare l’ambiente.
Abbiamo sentito qualche tempo fa l’accorata richiesta, di più o meno tutti ,di “unirsi per la salvezza”, fare corpo unico, lottare tutti per la stessa maglia. Poi, quando sembra raggiunto l’obiettivo ecco arrivare i filosofi dell’ultima ora con in mano il libro della verità, che provvedono a distribuire meriti e punizioni.
Non capiamo il motivo per il quale chi la pensa  diversamente o diversamente agisce, debba costantemente essere bersaglio di reprimende da parte di presunti saggi illuminati.
Il discorso vale per tutti, ovviamente, da chi sta in cima alla società, ai suoi dipendenti, a tifosi, giornalisti, pubblicisti di fonti autorevoli , bloggeristi dilettanti e inattendibili o giornalisti ad honoris causa( un fenomeno esteso e tutto bustocco)
Tutti, nessuno escluso, seguono la Pro Patria perché le vogliono bene, poi uno scrive, l’altro va in trasferta sempre e comunque, l’altro soffre davanti al video, altri ancora sono vicini con il pensiero, altri ancora, seppur illustri, sono assenti da parecchio tempo, ma tutti a loro modo hanno nel cuore l’amore per la nostra maglia. Perché lo sentono come un dovere di chi ha sposato una passione. Un dovere e non un merito, come quello di pagare gli stipendi ai propri dipendenti quando si sceglie di acquistare una azienda. Chi non lo fa costituisce una anomalia, ma certamente non una normalità e a questi non bisogna paragonarsi per sentirsi migliori. Sono loro che sono peggiori ed eticamente non rispettabili.
Certamente la vicenda Vavassori ha contribuito a dividere la tifoseria come mai accaduto nel passato, l’augurio è che con la salvezza arrivi una dirigenza che possa godere del pieno appoggio di tutto l’ambiente. Sarebbe una prova di maturità riuscire a sanare ogni divisione per remare tutti dalla stessa parte. Siamo certi che tutti, nessuno escluso, siano  innamorati della Pro Patria, per cui come diceva qualcuno “l’unione fa la forza”. Poi, come dice il mio capo: “dissentire è obbligatorio” quando si vuole crescere insieme, ma questo non deve far nascere il solito ritornello, ormai stucchevole, del carro dei vincitori e della presunta corsa per salirci.
Un carro che mai come quest’anno ha le ruote sgonfie e che mai come quest’ anno è stato trainato dalla tifoseria che ha dovuto mandare giù bocconi amari quando a Busto comandavano gli eredi dei Longobardi con in testa la Corona Ferrea.
Per cui, calma e gesso, si pensi alla salvezza per prima cosa, poi, chi vorrà potrà dare le pagelle ai tifosi. Probabilmente i nomi dei bocciati e dei rimandati saranno sempre quelli, ma alla fine chissenefrega di questi professori ?
Quello che conta sarà la promozione, o meglio la non bocciatura, della nostra Pro Patria.
I voti sul comportamento lasciamoli perdere, non hanno mai fatto media.

E, prima di saltare sui carri, meglio tenere i piedi per ancorati per terra.

Flavio Vergani

0 commenti: