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Si avvicina il primo fine settimana, dopo diverso tempo, senza la Pro e quindi dovremo cambiare le nostra abitudini anche se, per la verità, visti gli scientifici orari scelti dalla Lega, ogni volta dovevamo stravolgere le nostre abitudini per seguire le nostri Tigri che per fortuna, negli ultimi tempi, non ci hanno affatto deluso.

Se questa domenica (o altro giorno deciso da altri) dovessimo passare dalle parti dello Speroni ci sarebbe un silenzio surreale, quasi da farci venire in mente la canzone di Simon e Garfunkel “The sound of silence” (Il suono del silenzio). Per fortuna però non è un silenzio da “de profundis” e i molti che avevano già prenotato le colonne dei necrologi dei giornali locali per celebrare il funerale sul campo e societario della nostra Pro hanno dovuto disdire la prenotazione; perfino il mio parroco di Beata Giuliana don Giovanni, brianzolo che però ha preso a cuore le sorti della Pro, aveva riposto l’abito viola dei funerali a favore di quello bianco pasquale. E proprio di resurrezione si è potuto parlare nel caso della nostra squadra … il pensiero che quel silenzio potesse essere definitivo mi fa ancor oggi accapponare la pelle, anche se il pericolo non è del tutto scampato. Esso invece è un silenzio carico di attese e speranze riposte in una squadra che ha fatto miracoli dove i tifosi aspettano quello più atteso per proclamare la santità di questa squadra; l’entusiasmo che c’è in città si riscontra nelle prenotazioni per la trasferta di Lumezzane che non possono fare che piacere anche se, ad onor del vero, ci sarebbe piaciuto vederlo durante tutto l’anno … ma vista la situazione al limite della “soap opera” o meglio della “soap papera” sorta intorno alla Pro Patria, ai più può aver infastidito provocando un momentaneo distacco … siamo però ben contenti di avervi ritrovati tutti!

Ad onor del vero però porgendo bene l’orecchio nel silenzio che aleggia intorno allo Speroni si potranno udire dei ruggiti e, per chi volesse entrare, vedrebbe correre da un parte e dall’altra del campo una tigre finalmente felice e affamata come non la si vedeva da tempo. Dopo che, per tutto l’anno, si è cercata la sua pelle da esporre come trofeo, eccola ritornata più bella e viva che mai; se i più temerari si vorranno avvicinare ad essa la vedranno limarsi le unghie e la sentiranno dire che è affamata e pronta ad attaccare il prossimo ostacolo sulla sua strada.

In questo silenzio carico di attese e speranze c’è pure quello per le sorti della nostra società; esso è il più brutto e assordante di tutti e per sapere qualche notizia bisogna per forza di modo affidarsi ai “corridoi”, con ieri l’esclusiva di una cordata targata Collovati. Come abbiamo ripetuto non saremo noi a non volere la vendita della squadra o complicarla; ci piacerebbe sapere qualcosa di concreto, senza entrare per forza nei dettagli, su cosa sta succedendo, il tutto per evitare fraintendimenti che portino a scrivere qualcosa di sbagliato … anche per rispetto per chi paga il biglietto e le trasferte per seguire la squadra e chi invece, dietro le quinte, vorrebbe dare un’informazione corretta ai propri tifosi per non creare illusioni. Saremo ascoltati? Ne dubito …

Cos’è che ci ha permesso di arrivare fino a qua? Direi che Totò in una frase di un suo celebre film, “Totò contro Maciste”, sintetizza al meglio il mio, e penso anche di altri, pensiero: “Il coraggio della paura”. Sì perché il pensiero di non poter vedere le maglie biancoblu in campo o il vederle giocare in una certa maniera ci hanno infuso a noi e anche ai giocatori quel coraggio che serviva per affrontare una situazione che i più avrebbero dato per persa. Invece noi no, non ci siamo arresi e siamo ancora qua è merito di tutti, della nostra tenacia e della nostra voglia di dimostrare che non eravamo né quelli che ci dipingono né lo zimbello del campionato.

Con questa forza e coraggio avviciniamoci con fiducia verso Lumezzane al grido di “Forza Pro Patria!”

ANDREA D’EMILIO

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