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Quanto riportato dalla Prealpina in edicola ieri lascia sbigottiti. Si riporta un dialogo fra Ulizio e il direttore sportivo Tricarico, che qui riportaimo integralmente: “C’è una figura che spicca in onestà ed è quella del capitano Matteo Serafini il quale, si evince dalle intercettazioni telefoniche tra Mauro Ulizio e il direttore sportivo Fabio Tricarico, a gennaio sollevò obiezioni sull’andamento del campionato. Un atto di accusa, sei legge nell’ordinanza, in cui di fatto veniva chiesto il bando della società dalle “mele marce”.” Il problema è che lui sa, come tutti gli altri, quali sono i tuoi uomini”, dice Tricarico a Ulizio,”lui, quello che vuole dire…devi cacciarli. Tricarico avrebbe suggerito a Serafini di risolvere la faccenda sfidando a duello i colleghi che stava accusando. Gli ho detto ascolta perché non lo meni oppure menatevi, ho detto così generalizzando, facendogli capire…che cazzo vuoi da me coglione, se hai qualcosa da dire fai nomi e cognomi".
E ancora Tricarico a Ulizio: “La situazione è devastante, quindi se facciamo giocare gente che dici tu già con l’AlbinoLeffe..viene fuori il putiferio ma da parte loro perché a me non me ne fotte”
Si cita poi che gli infedeli ( pagati 5 mila euro a partita per perderle)avevano paura delle aspre contestazioni dei supporter biancoblù e che quando mister Tosi aveva appuntamento con Ulizio, temeva che un tifoso vicino di casa lo potesse vedere: “Occhio perché c’è un tifoso che abita sotto…l’ho visto mentre entrava, mi ha salutato…capito? Uno di quelli del Cllub”
E Ulizio ridendo:”Ci serve, ci serve chiuderlo in una stanza?
Peccato che i due finirono in un bar che proprio da uno dei supporter è gestito e la notizia fece il giro dello stadio. E qui termina quanto riportiamo dalla Prealpina.
Insomma, quello che noi chiamavamo governo ombra e che nessuno ha mai confermato esistesse, era in realtà ben noto a tutti e tutti ne avevano contatti. Alla faccia delle nostre fonti inattentibili.
Forse, chi non sapeva, ofaceva finta d non sapere o forse aveva solo qualche dubbio, lo avrebbe risolto con una telefonata al primo dei tifosi che tutto aveva intuito.
Ci vengono i rividi anche per le dichiarazioni di patron Vavassori rilasciate sempre alla Prealpina: "Non c'è nessun socio occulto, no ci sono mai stati soci occulti, non hanno mai avuto nessun incarico ufficiale, non c'entriamo con chi ha fatto pasticci".
Ne prendiamo atto, ma allora chi c'entra? Chi ha portato a Busto Gerolino, Tosi, Ulizio e Melillo?
Chi ha firmato i contratti?  Come mai si è atteso fino a gennaio per risolvere una situazione che si protraeva da Luglio ? Come è possibile che persone totalmente estranee alla società avessero dialoghi come quelli sopra riportati con tesserati della società? Come mai Serafini, che dal dialogo sopracitato ha preso una posizione ben precisa ,non lo si è assistito quando presumibilmente avrà espresso le stesse perplessità alla proprietà? Come è possibile che la piazza parlasse di giverno ombra in maniera ripetuta e nessuno si sia posto la domanda sul significato di tali riferimenti?
Ad ogni accusa segue sempre una difesa, ma se la tesi difensiva della Pro Patria dovesse appoggiarsi a quanto dichiarato dal patron,siamo certi che andremmo incontro ad una Caporetto legale senza vie di uscita.
Sarebbe negare una evidenza dai profili chiarissimi e completamente tollerata, seppur la stessa non fosse stata certificata e vidimata con i sacri crismi dell'ufficialità. Basterà per evitare la gogna? Crediamo proprio di no.
Flavio Vergani

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