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Il risultato dice che il Lumezzane ha vinto il primo match di play out, ma è una mezza vittoria. In tutti i sensi.
In primo luogo per il goal realizzato in forte dubbio di fuorigioco, in secondo luogo perché è stato dominato per tutto il secondo tempo e in terzo luogo, il più importante, perché ha perso un’occasione per tacere insultando i nostri giocatori in campo e fuori allo scontatissimo grido di “venduti”. Un atteggiamento infantile che ricorda i tempi dell’asilo, uno stucchevole modo per farsi del male in vista della gara di ritorno.

Gli irrispettosi comportamenti dei bresciani hanno già caricato l’ambiente bustocco per la gara di ritorno dove Nossa e soci troveranno  un catino infuocato ad attenderli. Un Nossa apparso patetico nell’occasione del goal giustamente annullato ai tigrotti per fuorigioco, quando sembrava fosse stato colpito da un meteorite stramazzando al suolo come un infartuato.

Certamente si poteva chiudere la faccenda in quel di Lumezzane se un portiere ispirato non avesse detto di no a diverse occasione tigrotte o se fosse stata gestita diversamente la superiorità numerica scaturita dopo l’espulsionE di un giocatore del Lumezzane o, INFINE, se si fosse preferito Baclet a Terrani là davanti per infastidire una difesa locale non insuperabile.
Sabato ci sarà la possibilità di rifarsi con gli interessi e punire gli eccessi verbali dei bresciani dimostrando loro che la Pro Patria sa vincere sul campo in maniera onesta e sportiva.
Occorre chiudere la bocca a chi l'ha aperta solo per farle prendere aria.
Sarà la madre di tutte le partite che dovrà premiare chi indossa onestamente la nostra maglia e chi la tifa da sempre  onorandola.

Tutti allo Speroni!
Flavio Vergani

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