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Più che rabbia è dolore. Più che una sconfitta sa di fregatura. Ecco, più o meno dovrebbe essere questo lo stato d’animo del tifoso medio della Pro, che per medio non vuol dire stupido come spesso è stato dipinto in questi ultimi anni da certa stampa.

Ripercorrere tutta questa stagione che ci ha fatto ripiombare dopo anni in Serie D non basterebbero poche righe; come ho più volte detto la trama di quest’annata è stata degna di una soap-opera (o meglio soap-papera) americana che invece di una sola ci è sembrata di viverne più di una in un colpo solo. Per farla breve: si è partiti dal fallito tentativo di vendita della società al suo affidamento a loschi figuri con cambio di allenatori degni della pletora di mariti avuti da Liz Taylor. Poi si è cercato di rimediare parzialmente allontanando certe persone ma la frittata (che mi duole usare negativamente perché è buona) era ormai fatta fino alla cavalcata trionfale che ci ha portato al play out ma che non ci ha evitato la retrocessione. Peccato perché la Pro cade sempre ad un passo della meta come il mitico Dorando Pietri.

In mezzo a tutto ciò la gola (e non solo) di noi tifosi che chiedeva aiuto al proprietario ancora in carica di porre rimedio ad una situazione diventata insostenibile che solo lui poteva raddrizzare; fino ad un certo punto siamo rimasti inascoltati se non addirittura tacciati di eccessivo orgoglio quando invece quello che chiedevamo era la dignità per noi e (forse) anche per lui che rischiava di rovinare la sua immagine fino ad allora vincente. Noi non ci siamo mai sentiti “superiori” a nessuno … chiedevamo solamente rispetto per chi, mettendo di tasca propria, andava allo stadio per vedere un certo spettacolo che poi si è rivelato non frutto del caso, come ci volevano far credere, ma pilotato. Anche lì però non siamo stati ascoltati. Una domanda mi piacerebbe rivolgere al dottor Vavassori; essendo lei una persona intelligente e anche vincente, era così necessario rovinare tutto quanto costruito per questioni che ancora francamente non sono riuscito a capire? Non le dà fastidio essere oggi accostato a certi nomi che invece del bene del calcio, come ha fatto lei fino ad un certo punto a Busto, sono il suo grande male? Sono domande che forse non riceveranno mai risposta …

Da parte nostra non abbiamo nulla da rimproverarci; anche nei momenti più bui abbiamo sostenuto persino chi ci ha preso per il naso (anche se sarebbe giusto dire un’altra cosa) i quali pensavamo scendessero in campo per fare il soldato invece del mercenario o doppiogiochista. Noi la nostra dignità non l’abbiamo mai persa senza seguire i fantomatici pifferai che volevano far farci la fine dei topi; abbiamo condannato chi c’era da condannare e sostenuto chi c’era da sostenere. Alle volte si è più dignitosi nella sconfitta che nella vittoria; i nostri avversari infatti, che adesso esultano ma che fino a ieri gridavano allo scandalo come adolescenti isteriche in mezzo alla piazza o salivo su chissà quali pulpiti a impartire lezione di correttezza e dignità manco fossero sant’Antonio di Padova, senza però conoscere realmente i fatti, possono dire la stessa cosa?. Direi che se sul campo avete vinto non si può dire la stessa cosa fuori, con giocatori che oggi menavano come fabbri.

Che dire infine ai ragazzi? Io oggi mi sarei aspettato di più ma gettargli addosso la croce sarebbe da ipocrita e non riuscirei più a guardarmi allo specchio; dobbiamo solo dirgli grazie perché, in situazioni del genere, hanno avuto dei nervi d’acciaio e, finchè hanno retto, se la sono giocata fino alla fine. Un grazie anche al mister che ci ha creduto anche quando non ci credeva più nessuno; sono sicuro che il suo buon ricordo rimarrà intatto nei ricordi dei tifosi.

E cosa sarà della Pro Patria? Avremo un domani? Tutti ce lo auguriamo … la speranza è di non rivivere più un incubo del genere e che la Serie D, invece che un inferno, possa essere visto come un punto da cui ripartire. Come piace ad una nostra tifosa in questo caso però non siamo riusciti a rimettere la chiesa al centro del villaggio. Per il prossimo anno mi accontenterei solo di averla indipendentemente dalla sua ubicazione.

Soprattutto in questi momenti …. forza Pro!

ANDREA D’EMILIO

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