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Ieri ci avete chiamato razzisti. Oggi venduti. Ogni volta, avete scelto l’attacco più facile, anche più vile. 

Non vi siete mai fermati ad ascoltare oltre l’amplificatore del momento. 

Ieri avrei quasi potuto piangere, quando mi tormentavate: ma tu vai in quello stadio, vai tra quei razzisti, tu magari sei così? Avrei potuto piangere, se non avessi conosciuto le lacrime per faccende serie, e soprattutto reali.

Ma sono ancora qui, in cerca di un sorriso, piuttosto, per un pallone e più ancora per una maglia. 

Ieri ci avete chiamato razzisti. Oggi venduti. Invece, siamo solo tigri. E l’unica preda che ci interessa, è il nostro onore, la nostra storia che nessun amplificatore di turno vi racconterà:  sono troppo occupati a seguire la moda del momento
.
Ma noi li abbiamo stampati nell’anima e tra poche ore contro il Lumezzane, comunque vada, li porteremo con noi. 

Marilena Lualdi
giornalista de "la Provincia"

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