Header

                                                

Giuro che questa volta avrei voluto tornare a parlare di calcio sull’onda dei recenti risultati e del gioco espresso dai ragazzi.
Avrei fortemente desiderato scrivere della squadra divenuta finalmente tale, in grado di correre come e più degli avversari, gestita da un vero allenatore e con, udite udite, gli uomini giusti al posto giusto, pronti a giocarsela con chiunque a testa alta.
Il mio auspicio di poter disquisire di campo sembrava realizzarsi quando ecco due interviste ad opera del Toia nostrano e del Toia reggiano, tale Magnani, giungere ad adombrare il mio stato d’animo positivo ed incline alla pace nel mondo.
E così si torna a parlare di palle e queste riprendono a roteare vorticosamente.
Il “tifoso VIP granata per eccellenza torna a dispensare dal solito piedistallo i propri voti alle diverse tifoserie ed indovinate chi colloca dietro la lavagna e chi invece viene promosso a pieni voti per passione ed “intelligenza”?
Vabbè, ce ne faremo una ragione e cercheremo, io per primo, di migliorare il nostro livello intellettivo in tempo per la prossima pagella.
I reggiani hanno “abbracciato la causa”, ma che volete farci, noi siamo fatti così; siamo brutti, sporchi e ovviamente cattivi ma soprattutto non amiamo farci prendere per il naso e pretenderemmo rispetto anche se si pagano regolarmente gli stipendi.
Come pure non mi pare giusto dire che Ferrara sia stato “bollato da incapace” a Busto Arsizio; scetticismo iniziale senz’altro (né più né meno che nel primo periodo nella civilissima Reggio), ma niente bocciatura preconcetta come il solito vittimismo strappalacrime dell’intervistatore vorrebbe far credere.
E’ necessario quindribadire come sia ormai palese il gioco di chi, per un’ostinata fedeltà, continua pervicacemente a propinarci la medesima favoletta.
La storiella ormai mandata a memoria sarebbe quella di un presidente buonissimo, innamorato di calcio e di Busto, il quale viene costretto a fuggire dagli strali malefici di una tifoseria cattivissima.
Vorrebbe regalare la Pro anche ad un Euro, salvo poi ripensarci ed iscrivere la squadra al campionato sempre dall’alto della sua immensa bontà.
Poi qualcuno “deporta” da Busto il 99,99% di squadra, quadri tecnici ed ammennicoli vari (si salva il solo Granato) e, sempre ad insaputa del buonissimo presidente, fa riapparire il tutto nella ridente ed educata cittadina emiliana.
In seguito qualcun altro sottrae proditoriamente al presidente la gestione della squadra e, seguendo criteri tecnici sconosciuti ai più, la avvia mestamente verso l’autodistruzione.
Egli però con un’azione determinata si getta a petto nudo nel cerchio di fuoco e, sprezzante del pericolo, torna al timone della Pro per salvarla e guidarla da par suo con polso fermo ed indomita perizia, come se avesse vissuto per mesi su Marte e non avesse responsabilità alcuna in quanto avvenuto nel frattempo.
La continua ed imbarazzante beatificazione di questo o di quel protagonista, dipinti senza chiari e scuri ma solo splendenti di luce eterea, ha francamente stancato chiunque abbia un minimo di spirito critico.
Il limite dell’involontaria comicità pare da tempo superato ed alzi la mano chi sentendo nominare il nuovo allenatore del Pavia non sia trasalito per la sorpresa.
Continuare a narrare una storia stucchevole e buona per le anime semplici, a senso unico e proprio per questo poco realistica, non giova neppure all’incensato oggetto di tanto mitizzante adorazione.
E se ancora oggi talune vergini si sciolgono alle battute salaci del tifoso VIP ed ai suoi vaticini sportivi dispensati quotidianamente, bisognerebbe avere il coraggio di chiamare le cose con il loro nome; i diretti interessati hanno il diritto di girare intorno ai fatti ma chi informa avrebbe il dovere di attenersi alla realtà.
Auguriamoci un dolce epilogo, malgrado le varie vicissitudini, e tanti sinceri auguri a tutti per un finale di stagione foriero di soddisfazioni per ogni tifoso, da quelli VIP a quei tanti che contano meno di zero.
Torneremo quanto prima a parlar di palla e bandiremo si spera dallo Speroni le palle che troppe volte abbiamo dovuto leggere o sentire, ed ognuno di voi sa bene a cosa ci si riferisca.
FORZA PRO 


0 commenti: