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Le premesse non erano delle migliori; lo tsunami piombato improvvisamente (anche se per i più informati non era così imprevisto) sulla Pro Patria ha destabilizzato un ambiente che aveva trovato un barlume di serenità dopo la Via Crucis recitata per tutta la stagione.

In campo certamente ci si poteva aspettare dei ragazzi barcollanti come ubriachi dopo la sbornia di cattive notizie che ogni giorno e ogni ora aumentavano sempre più, diventando un fardello sempre più difficile da portare anche per le spalle più navigate. Invece non è stato così, soprattutto nella seconda parte della partita; i ragazzi, che in settimana hanno passato il tempo più a spalare fango (e avete capito di che fango parlo) che ad allenarsi, hanno offerto una prova gagliarda e di dignità potendo tranquillamente recriminare su di un risultato che ci condanna ingiustamente.

Partendo dal presupposto che nulla è ancora perduto nel secondo tempo abbiamo messo alle corde un Lumezzane che forse era già convinto di aver in mano “la pelle della tigre” già prima di scendere in campo. Forse non memori della lezione che abbiamo impartito agli altri quando ci credevano già morti, nella ripresa (anche se nel primo tempo non c’è stata tutta questa differenza da giustificare la loro vittoria) avremmo potuto tranquillamente pareggiare se non addirittura vincere per numero di occasioni avute, di cui nitide ne ho contato quattro compreso il goal che, ad onor del vero, fino ad ora non si è capito se fosse regolare o no. Solo nelle prossime ore sapremo meglio qualcosa.

La prova offerta dai ragazzi sia da lezione a chi in settimana, invece di allenarsi, ha pensato bene di sparare a zero contro la Pro invece di esprimerle solidarietà, dimostrando primo poco spirito sportivo e secondo emanando una sentenza di condanna senza nemmeno il processo. Probabilmente in quel di Lumezzane non sono arrivate in maniera corretta le informazioni sul questo nuovo calcio scommesse perché forse, altrimenti, avrebbero avuto un atteggiamento più british che quello quasi intimidatorio che alcuni dei suoi tesserati hanno dimostrato in campo. Spero di schiarirvi le idee: guardate che chi diceva di operare per la Pro Patria non comprava le partite per vincerle bensì per perderle; quindi non abbiamo avuto nessun beneficio da questi illeciti ma un danno e dovremo pure pagare per colpe non nostre … capito? Pensino piuttosto ad allenarsi che a parlare perché se fossi un loro tifoso oggi sarei solo contento del risultato e non della prestazione soprattutto contro un avversario che certamente non ha avuto la testa tutta la settimana concentrata sulla partita.

E a noi che ci resta che dire? Primo che dobbiamo essere orgogliosi di questi ragazzi che ci hanno dato una bella soddisfazione dopo una delle settimane più difficili degli ultimi anni, facendoci riguadagnare punti in dignità ed onestà persi per colpe altrui. Secondo che nulla è perduto e che, anche grazie alla nostra spinta allo Speroni, e ripetendo la prova del secondo tempo, possiamo portare a casa una salvezza che sarebbe strameritata per tutti i motivi che ben conosciamo. E poi, sia quel che sia … con la speranza che dal male, come sempre, possa sorgere del bene.

Ora e sempre forza Pro!

ANDREA D’EMILIO

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