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Grande successo per la cena organizzata dall’associazione nata per festeggiare i 100 della Pro Patria organizzata nella serata di sabato scorso.

Moltissimi tifosi si sono ritrovati allo stadio per vivere insieme la propria passione proprio nella location più rappresentativa della stessa, ossia il mitico stadio Carlo Speroni.

Un evento che ha fatto seguito a quello dell’inaugurazione dell’associazione, ma anche alla gara di bocce del Pro Patria club in corso presso il bocciodromo di Madonna Regina, momenti tutti caratterizzati da una unità dei tifosi in altri tempi non riscontrabile.

Seppur le diverse anime del tifo mantengano inalterati i  profili che li caratterizzano e li differenziano, è bello notare il desiderio di fare corpo unico in un momento difficile per i colori che rappresentano, cercando in tutti i modi di unirsi .

Davvero paradossale il contrasto tra la frattura che da sempre è esistita tra i tifosi e la società di Vavassori a cui si contrappone la ritrovata unità dei tifosi che si sono stretti in unico corpo per difendere con decisioni le proprie origini e il blasone della loro squadra.

Con il pranzo comunitario previsto per domenica 19 luglio al Museo del tessile in occasione della festa della birra si proseguirà nell’opera di “cementificazione” delle diverse anime del tifo in attesa della sperata festa per la soluzione della vicenda societaria.

Su questo fronte già da oggi si potrebbero avere delle novità in quanto sembra confermato un incontro tra Vavassori e un rappresentante del gruppo locale interessato a rilevare la società bustocca.

Si parla di due capocordata intenzionati a scalare la vetta e di altri tre “sherpa” che spinti dalla passione per i colori bianco e blù potrebbero aiutare a portare il carico societario con attività collaterali di sponsorizzazione.

Insomma, il campo base è popolato da scalatori con corda e picozza pronte, da capire quanto sia alto il monte sul quale siede Vavassori.

Una montagna che ha perso molti pezzi dopo la tempesta del calcioscommesse e della retrocessione e che ancora potrebbe perderne a causa delle previste perturbazioni che la potrebbero investire a brevissimo.

Per cui, è logico aspettarsi che il patron allunghi qualche ponte per favorire la scalata ed evitare che lui per primo possa precipitare nel crepaccio più buio della storia della montagna.

 

Flavio Vergani

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