Header

Roba da non crederci. Pochi giorni fa eravamo storditi peggio di un pugile dopo una solenne batosta, ma già le tigri si sono svegliate.

Certezze societarie miracolosamente ritrovate? Qualche via d’uscita dall’onta della retrocessione? No, noi stessi, solo noi stessi. Basta una chiamata alle armi buone, quelle che ci fanno sentire il popolo speciale che siamo, quello biancoblù, semplice e devoto. Ed ecco che lo stadio Speroni si rianima con una vitalità commovente.

Forse è adesso la partita della vita e noi non ci tiriamo indietro.

Al battesimo del fuoco dell’associazione dei cent’anni ci sono i giocatori di oggi, quelli che hanno combattuto per difendere l’onore e lo sport pulito. Ci sono quelli di ieri, e anche dell’altro ieri.

Trovate la differenza, se volete. Ascolto con gioia ogni intervento. Dal presidente Luca Calloni ad Andrea Fazzari, che ha creduto in “Assocento”, passando per i volti silenziosi, dietro le quinte, che hanno messo il loro fuoco in questa avventura.

E che avventura. Le tigri a pezzi? Macché, vogliamo arrivare ai cent’anni e stare bene. Se ne dubitate, guardate gli occhi di Paolo Tramezzani e come con umiltà ricorda ciò che si era conquistato, ma senza dimenticare di lodare chi non è riuscito quest’anno a salvare la stagione pur dando tutto se stesso. Perché i risultato non è tutto.

Ripercorrete con lui i tempi in cui arrivava da Milano a Busto (passando da Legnano, brivido collettivo) in anticipo sull’orario di allenamento, perché c’era da discutere, progettare, accendere nuove energie.

E se avete ancora qualche perplessità, ammirate l’altro presidente onorario, Giannino Gallazzi, mentre sfodera la maglia amata e dà la carica ai più giovani.

Sì, trovate la differenza: siamo tutti centenari, siamo tutti ragazzini.

Le tigri sono pronte a fare festa, e prima ancora a fare dannatamente sul serio.

Lo spogliatoio del museo tigrotto si colora delle firme dei giocatori di ogni stagione e c’è un’emozione, che profuma di eternità.

Marilena Lualdi
giornalista de "La Provincia"

0 commenti: