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Chiedo scusa a lor Signori e mi dichiaro sinceramente pentito per tutti i miei errori e le mie evidenti colpe.
Chiedo scusa per avere spinto il Signor Vavassori ad “esportare” la Pro Patria in Emilia, lui così innamorato dei nostri colori, e per averlo poi obbligato con la forza a lasciarci in dote una squadra rabberciata e con numerosi doppioni e ruoli scoperti, per usare un eufemismo.
Chiedo scusa a lor Signori per avere poi deciso di cambiare numerosi allenatori fino ad arrivare, prima dell’ultimo sfortunato trainer, ad un tecnico perdente non per incapacità, ma sembrerebbe per scelta economica.
Chiedo scusa per aver convinto con mezzi subdoli il Patron, dopo una serie di dichiarazioni risibili (da me suggerite), a rifiutare ogni possibile trattativa per poi costringerlo a “regalare”  la Pro Patria a soggetti con cui il famoso patto di riservatezza si sarebbe potuto sottoscrivere con il sangue.
Chiedo scusa anche per avere chiaramente causato, insieme a tutti gli altri colpevoli tifosi, una retrocessione annunciata.
Chiedo scusa per avere disturbato il manovratore e tutti i suoi amici di alto (ed allo stesso tempo basso) livello, osando addirittura mettere in dubbio quanto stava accadendo.
Io stesso però non riesco ancora a capacitarmi di cosa il pubblico di Busto abbia saputo architettare.

Chiedo infatti scusa anche per le partite vendute, per le “amicizie pericolose” che abbiamo evidentemente imposto al Signor Vavassori e per le frequentazioni particolari cui lo abbiamo costretto.
Chiedo scusa per aver osato anche solo pensare che una qualche responsabilità per tutto quanto avvenuto fosse imputabile al nostro “diversamente sciarpato” Patron; lui ovviamente, come bene continua a ripeterci il foglio che ne riporta fedelmente il Verbo (senza contraddittorio, ci mancherebbe) non si ascrive alcuna colpa.
Ed è francamente giusto così; quanto siamo potenti, oltre che maligni, noi tifosi!
Quasi non ci siamo resi conto durante questa disgraziata stagione dell’enorme influenza che avevamo sulle decisioni dell’innocente proprietario della Pro Patria.

Marco Grecchi

 

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