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Chiacchierata con il Presidente del Pro Patria Club Roberto Centenaro per sondare il suo umore dopo la retrocessione e l'ennesimo stand bye societario   e due parole sui prossimi appuntamenti in casa Pro Patria Club.

Presidente, siamo alla stretta finale, occorre decidere con chi ripartire e da dove ripartire. Dall’Aurora Pro Patria o da una nuova società? Cosa ne pensi a tale riguardo?

Innanzitutto, mi auguro che non si ripeta il solito tira e molla con tempi di decisione allungati  e con il solito ritornello del”vendo o non vendo”. A me non interessa la categoria, quello che voglio  è chiudere il periodo Vavassori, inutile andare avanti con chi non vuole rimanere a Busto e con Busto che non vuole Vavassori. Mi piacerebbe azzerare tutto e ripartire, anche perché l’Aurora Pro Patria si è trascinata per cinque anni terribili, costellati da ogni disgrazia: fallimenti, giocatori non pagati, dubbi sull’iscrizione della squadra, retrocessione, calcioscommesse a cui si somma un anno come quello appena terminato che definirei tremendo dove abbiamo perso entusiasmo e ha allontanato la gente dallo stadio. Se Vavassori è stanco di Busto e della Pro Patria se ne vada e subito, noi ripartiremo da zero, oppure potremmo prenderci un periodo di riflessione, come ha fatto la Gallaratese per poi ripartire con nuovi progetti. Basta alle eterne attese di decisioni che non arrivano mai.

A tuo parere esiste un’alternativa valida a Vavassori?
In questi due anni credo che qualcuno si sia avvicinato alla Pro Patria, ma a mio avviso non c’è mai stata la volontà di vendere da parte della proprietà. La società andava venduta due anni fa, era quello il tempo giusto.Chi  ha spesso dichiarato amore per questi colori avrebbe dovuto pensare a tempo debito di cederla se lo stesso era così disgustato della città e dei tifosi, evitando di portarla in serie D
Comunque, adesso basta, un anno come quello appena terminato è insostenibile e nessuno è disposto ad accettarlo. Abbiamo avuto il periodo più buio della nostra storia con un presidente lamentoso con tutto e con tutti, occorre azzerare questa realtà.
In estrema sintesi, o Vavassori se ne va di sua scelta, oppure è caldamente invitato a farlo?
Dico solo che due mesi dopo aver acquistato la Pro Patria, ripeto dopo soli due mesi., Vavassori mi disse nell’intervallo di una partita in trasferta queste precise parole:” io me ne vado”. Dopo solo due mesi aveva intenzione di andarsene, per cui, visti i presupposti,  è già durato troppo.
Chi vuole fare calcio a un certo livello deve avere un progetto che trasmetta entusiasmo, ultimamente venivo allo stadio per i colori, ma non certamente felice di farlo in quel deserto.
Cambiando argomento, ti ricordiamo tra i pochi difensori dei ragazzi accusati di cori razzisti nei confronti di Boateng. Ora che hanno avuto l’assoluzione nessuno ne parla. Ti sembra corretto?
Il telegiornale parla solo di chi muore perché fa notizia, per cui non mi sorprendo. Ai tempi accusai il Milan per la reazione spropositata che ebbe, professionisti seri non avrebbero dovuto comportarsi in quel modo, oltre a Boateng  per la sua reazione fuori luogo. Purtroppo la Rai e i giornali nazionali tagliarono la mia intervista dove dissi questi concetti in quanto non allineata con la sete di far apparire mostri i tifosi di Busto. Nessuno ha inoltre mai detto o scritto che i tifosi di Busto hanno lasciato lo stadio senza contestare e senza creare problemi di ordine pubblico, a testimonianza di un pubblico civile, intelligente ed educato.
I ragazzi fecero una goliardata come spesso avviene negli stadi e tutti gli si scagliarono contro, adesso nessuno ha la coerenza di sottolineare che gli stessi sono stati assolti, per cui ai tempi si è persa un occasione per stare zitti.Ma, ovviamente la cosa non mi sorprende. Fa più rumore un albero che cade che cento che crescono.
Sesta festa della birra pronta a partire, orgoglioso di vedere crescere una creatura nata sotto la tua presidenza?
Non mi prendo meriti non miei, dobbiamo ringraziare i miei consiglieri che lavorano per realizzare la festa.Vorrei citarli tutti, ma poi se me ne dimentico qualcuno ci rimangono male. Credo che il presidente deve solo sostenere le iniziative belle o brutte che siano per migliorarle costantemente. La festa della birra mi ha sorpreso per la crescita, certamente i costi sono alti e il periodo di crisi della Pro Patria non ci aiuta. Ma, abbiamo voluto tenere duro per dimostrare che il pubblico di Busto è vivo, chi prenderà la società e ci chiamerà troverà sempre la nostra disponibilità. Siamo rimasti in pochi, ma buoni.
 
Flavio Vergani

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