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Tempra forte quella dei tifosi tigrotti, immuni da ogni paura, inossidabili nel loro attaccamento ai colori sociali, indifferenti a qualsiasi provocazione, minaccia, ricatto o accusa.
Intorno a loro muove un mondo ormai lontano, un satellite uscito dalla loro orbita che tenta di brillare con le ultime forze senza abbagliarli.
Un stella cadente che mai è stata cometa, un satellite lontano il cui anello non ha mai sposato la passione del popolo biancoblù.
Nemmeno un cenno di interesse alle voci giunte nella giornata di ieri. I soliti lamenti ufficiosi che hanno trovato ospitalità su un selezionato organo di stampa locale. 
Qualcuno ha fatto la fatica di postarlo sul web per condividere l’ennesimo sfogo, ma la reazione, questa volta, si è fatta attendere.
L’”open rate” del post ha sfiorato lo zero per cento, mentre i commenti si sono contati sulle dita di una mano.
Troppo caldo per sprecare energie e commentare quanto noto da sempre, ora diventato, secondo i tifosi, persino stucchevole.
In soldoni il commento più gettonato è stato “fai quello che vuoi, basta che te ne vai”.
Insomma, mentre la "carta cantava", il web se ne fregava, anzi, festeggiava!
Nessuna paura per l’ipotesi di non iscrivere la squadra, gli opinion leader del web hanno fatto presente che si ripartirà da dove si potrà, senza nessun problema. Stuzzica la possibilità di iscrivere la Pro Patria 1881, marchio storico che per i tifosi è rimasto l’unico che rappresenta la vera Pro Patria, al posto dell’Aurora Pro Patria, che viene vissuta come un copia sbiadita della vera Pro Patria.
Si pensa ad altro in questi giorni, entusiasmo alle stelle per la formazione dell’Associazione del Centenario” che dopo l’inaugurazione di giovedì scorso ha vissuto il primo evento ufficiale con l’”AperiCento” servito ieri pomeriggio e sera allo Speroni.
Le parole del patron sono evaporate nel caldo torrido di questa estate anticipata e i tifosi nemmeno si muovono di un millimetro per le voci di mercato che iniziano a dare per partente qualche tigrotto storico. “Grazie e arrivederci” è questo il leit motive che accompagna queste voci di mercato, un modo per confermare l’assoluta voglia di rinnovamento e per stare lontano da qualsiasi celebrazione. Conta solo la maglia, è questo lo slogan al quale la tifoseria fa riferimento in questo momento.
Insomma, via tutti senza rimpianti.
Dopo la scornata sul campo e l’umiliazione del calcio scommesse, dopo l’inaridimento della rosa e del settore giovanile con lo sbarco a Reggio di decine di ex Pro Patria e dopo le altre anomale normalità che hanno fatto ridere il mondo, i tifosi hanno deciso di tagliare con il passato, a qualunque costo. Pronti a ripartire da zero pur di dimenticare lo zero assoluto offerto loro quest’anno dalla dirigenza.
Intanto, qualcuno ha estratto il bilancio della Pro Patria dello scorso anno per comprenderne i costi e i ricavi e finalmente sapere l’ammontare dei famosi contributi televisivi, legge Melandri, sponsor, valorizzazioni dei giovani, cessioni di Bruccini, Giannone e soci. Ottanta pagine da consultare con calma, magari sotto l’ombrellone, per i più curiosi per capire una volta per tutte cosa vuol  gestire la Pro Patria.
Abbiamo dato anche noi una sbirciatina, per ora molto approssimativa, appena possibile vi riferiremo sui punti più interessanti che sembrano essere più di uno e in grado di smentire le molte leggende metropolitane che spesso sono circolate nell’ambiente bustocco.

Flavio Vergani

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