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Avvocato Luca Calloni, presidente Associazione del Centenario
L’articolo che stiamo scrivendo fa parte della categoria degli “impossibili”. Non ci verranno mai bene, anche se lo dovessimo riscrivere cento volte.
Troppo complicati per noi, ma forse nemmeno Brera o Ormezzano ce la farebbero. Forse solo la”Marilena” ha la capacità di esplorare questo pianeta emozionale, dove affonda le radici il popolo bustocco. Marilù dacci una mano!
Ci conforta il fatto che chi legge è esattamente come noi e quindi ha incorporato il decodificatore che gli permette di capire quello che vogliamo scrivere senza che lo sia chiaramente esplicitato. Questo ci trasmette il coraggio di andare avanti, tentando di raccontare una serata piena di significati di emozioni, di groppi alla gola.
Sento la voce del”Bacchi” che dice “taia su”e allora veniamo al sodo.
Stadio Carlo Speroni, ore 19 del 4 Giugno 2015, cinque giorni dopo una retrocessione che avrebbe potuto stendere un bisonte.
Chissenefrega, si pensa al futuro, si pensa al 2019, si pensa al Centenario della Pro Patria.
Chi? I soliti quattro pirloni? No. Tutti. Tifosi, giocatori del presente e del passato: Tramezzani, Valtolina, Perfetti, Vecchio, Pocorobba, Taino, Giorno, Gambazza, Parini, Gianpiero Calloni,Amadeo, Armiraglio e Denti
Con loro gli allenatori Borneo, Montanari, Cusatis, c’ è persino l’amico famoso di Toledo.
Dimenticato qualcuno? Certamente si, capita sempre, ci scusino gli interessati.
Tifosi? Tutti presenti. Tantissimi. Organizzazione perfetta con rinfresco esageratamente ricco, stile del big event  semplice ma profondo con il “Tramezza” che ha saputo dire con poche parole cosa significa essere tigrotto.
L’avvocato Luca Calloni, presidente dell’associazione del Centenario, ha detto quello che serviva per comprendere  il suo orgoglio per essere stato scelto a ricoprire la carica.

Giannino Gallazzi, presidente onorario dell'Associazione aveva gli occhi che brillavano per la gioia. Le sue parole venivano dal profondo del cuore, l'emozione dai sotterranei dell'anima, l'espressione del suo volto dalla sorgente perenne della sua fede che da sempre lo lega alla Pro Patria.
L’assessore allo sport Armiraglio ha accolto con entusiasmo l'iniziativa, come era successo per il Museo. Grandi cose che a molti sembrano piccole e insignificanti, gente miope.
Andrea Fazzari ha quindi presentato il progetto che vive in simbiosi con il Museo da lui fortemente voluto.
Quattro anni per tentare di arrivare all’appuntamento del centenario riverniciando i nostri colori, dopo che quest’ anno sono stati ignobilmente infangati  in campo e fuori.
Inaugurato al museo il “Muro”delle firme, dove tutti i tigrotti con le T maiuscola potranno firmare la loro appartenenza eterna al biancoblu.
Questa è la cronaca, il resto non lo sappiamo scrivere. Volti, strette di mano, sorrisi, sorprese nell’incontrare chi non ti aspetti, laboriosità del gruppo di organizzatori, speranze condivise, voglia di ripartire a prescindere da dove e con chi, tutto in un unico abbraccio. Senza sigle, senza appartenenze periferiche, ma solo una unico gruppo amanti della Pro Patria che ha incontrato parte della storia chiamata a raccolta per una serata esclusiva.
Che dire di più se non Grazie a tutti. Siete stati splendidi. I tifosi non retrocederanno mai.
Certi non aver saputo trasmettere la profondità della emozioni vissute, altrettanto certi che il lettore le ha percepite fino in fondo.
Il vantaggio di essere tigrotti dentro.
Flavio Vergani

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