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Inizia l’ultima settimana disponibile per garantire un futuro alla Pro Patria. Sette giorni durante i quali occorrerà trovare la quadratura dell’accordo tra il gruppo Testa e patron Vavassori. Quello che è successo venerdì scorso ha scosso la tifoseria, ma forse sarebbero bastate due righe ufficiali, magari condivise tra venditore e acquirente per spiegare e tranquillizzare i tifosi. Nei momenti di ansia è importante diffondere un’unica voce, possibilmente tramite i canali ufficiali e non affidandosi a quel giornale o replicando a quell’altro ancora.
Si eviterebbe di perdere tempo per spiegare la propria versione o addirittura minacciare querele per vedere riconosciuta la propria ragione. Chi oserebbe scrivere il contrario di quanto asserito da un comunicato stampa ufficiale e firmato da entrambe le parti?
Invece, quando manca l’informazione si autorizzano le interpretazioni e le declinazioni, poi è inutile lamentarsi o innervosirsi a posteriori.
E’ da sempre che sosteniamo questa tesi e sinceramente non comprendiamo i motivi per i quali  non si utilizzi il metodo, visto che da anni succedono e risuccedono sempre gli stessi episodi .
Che senso ha replicare a distanza di giorni a riguardo di una notizia riportata da un organo di stampa, senza che la notizia stessa fosse stata comunicata in forma ufficiale?
Secondo rischio, è normale che davanti ad una scadenza importante la tifoseria chieda informazioni utilizzando tutti i canali comunicativi di cui dispone, il rischio è che chi sa, molto o poco  non importa, venga eletto come voce autorevole e di riferimento e da lì nascono le opinioni e le interpretazioni che potrebbero non collimare con la realtà.

Come sempre detto, il mondo comunicativo odierno è estremamente segmentato e veloce nel far circolare le informazioni per cui è basilare esercitarne il controllo fin da subito. Grave errore è delegare la responsabilità o peggio ancora starne fuori per poi smentire a posteriori tra l’altro utilizzando sempre e solo un canale comunicativo.

Nello specifico a nostro avviso sarebbero bastate due righe in grado di riassumere la situazione:" la Pro Patria è iscritta al campionato, la trattativa societaria ancora aperta a causa di tecnicismi legali in via di approfondimento che si conta di risolvere entro la data ultima richiesta dalla federazione per adempiere a tutti gli obblighi di iscrizione". Punto.

Un messaggio che avrebbe tranquillizzato i tifosi e che avrebbe evitato di dover scandagliare la rete alla ricerca dei solito che sa ma non può dire, ma che spesso dice quello che non potrebbe ( o che non sa).
Sinceramente ai tifosi poco dovrebbe importare a riguardo di quanto capita nella stanza della trattativa, ma solo l’esito finale e venerdì alla fine un risultato lo si era portato a casa, anzi due.
Iscrizione al campionato e proseguimento delle trattative, crediamo potesse bastare al di là di come si sia arrivati agli obiettivi.
Aggiungiamo noi che se ci fosse stato un tracollo delle trattative non crediamo proprio che Vavassori avesse iscritto la squadra, per cui reputiamo che in fondo al tunnel si sia vista comunque una luce. E questo, sempre secondo noi lo si sarebbe potuto comunicare diversamente. 

Patron Vavassori e Patrizia Testa si stimano, questo è il punto più importante sul quale fondare la speranza che tutto possa risolversi, addirittura sembrerebbe che il tecnicismo legale che ha impedito il passaggio di proprietà non sia stato un punto che ha creato tensioni tra i due, visto che entrambi convenivano sull’esattezza della richiesta e sulla necessità di trovare una soluzione.
Certo è che avere la penna pronta per firmare il passaggio di proprietà mentre ancora di discuteva su punti importanti dell’accordo è logico che ha fatto seccare l’inchiostro.
Forse si sarebbe dovuto agire prima scappucciando la stilografica solo dopo aver affrontato tutti i punti, visto che sembrerebbe proprio non si stesse parlando di dettagli.
E, in questi casi servono si ore e non minuti per sbrogliare la matassa, per cui sembra persino superfluo far sala d’attesa, a meno che il gran caldo consigliava di starsene in ambienti condizionati. Ma questa è un’altra storia.
Siamo fiduciosi che a brevissimo gli stimati professionisti di cui si servono gli interlocutori sappiano far quadrare il cerchio e dare nuova vita alla Pro Patria. Terminiamo con una battuta, Vavassori ha sempre dato importanza alle quattro “I”: istituzioni, industriali, impianti e informazione come pilastri sui quali costruire un progetto. Noi ci siamo beccati la quinta “I”, quella di inattendibili e lui la sesta, quella di “irreperibile”.
Alla fine speriamo arrivi la settima definitiva che possa chiudere il cerchio, la “I” di intelligenza,  in grado di mettere d’accordo con il buon senso tutto e tutti.
E, visti i personaggi in campo, l'intelligenza non dovrebbe proprio mancare. Per cui sposiamo l’ottimismo e siamo certi che finalmente si possa guardare avanti con rinnovato entusiasmo. 

Flavio Vergani

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