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               E' un'altra volta estate e, come al solito, sono qui che passeggio stancamente sull'erba di quella che, da sempre, è casa mia e dove, una volta, vivevo felice!

Mi guardo intorno e vedo le tribune vuote piene, però, di un silenzio che non avrei mai voluto sentire: è vero che di questi tempi dovrei essere abituata ma, stavolta, ho davvero paura di essere lasciata sola, abbandonata senza un oggi nè un domani che, in qualche modo, possa darmi consolazione o speranza!

               Si, sulle gradinate è rimasto qualche striscione, brandelli silenziosi di un passato glorioso, di un presente triste e di un futuro incerto!

               L'erba è verde anche se, col tempo, quello che una volta era un biliardo oggi è diventato un cumulo di ricordi che prendono il cuore: il poco vento che circola muove i qualche ciuffo d'erba e, farmi compagnia, non c'è nessuno che possa tentare di consolare questo stato d'animo che mi pervade: non ci sono i miei tigrotti che calpestano questo spazio verde; non c'è un domatore che, una volta ogni tanto, mi allunghi un pezzetto di carne per, almeno per un pò sopravvivere! 

               Lontani (o vicini) sono i tempi di quando tanti amici venivano ad accudirmi, a coccolarmi, a sgridarmi insomma mi stavano vicini!

               Chiunque entri allo stadio, oggi, non può vedermi ma io ci sono, sono qui: stanca, esausta, sfinita ma sono sempre qui!

               Non sono più giovanissima perchè, ormai, ho compiuto novantasei anni (che si fanno sentire) e, con l'orgoglio che mi sostiene, vedo dietro l'angolo quel traguardo dei cent'anni che, spero, di poter raggiungere!

               Anche se gli anni mi pesano sulla schiena, l'età si fa sentire: mi avvicino allo spogliatoio, ma è chiuso!

               Vado verso il magazzino ma è sbarrato!

               Ed allora deciso di portarmi verso la panchina, coperta da uno strato di polvere che nessuno, ultimamente, ha provveduto ad eliminare....anzi ha provveduto a ricoprire!!

               Mi accomodo sulla panca osservando ciò che mi circonda: il prato dove dal 1919 corro, le tribune da dove una moltitudine di amici mi hanno sempre osservato e penso ai bei tempi andati!

               Si perchè nel lontano 1919 uomini di buona volontà appena usciti da un disastroso conflitto bellico decisero di farmi nascere, dal niente, e di farmi crescere contro ogni logica sportiva e territoriale!

               Mi vollero bene, da subito, e mi fecero crescere: appena svezzata correvo più veloce della luce, aggredivo ed azzannavo qualsiasi avversario mi si parava davanti, lo sbrindellavo e non ne avevano mai abbastanza!

               Questo stadio era una bolgia che, certe volte, metteva paura ad ognuno che osava avventurarsi sulla sua erba: e certe volte già questo era un punto a mio vantaggio verso tutti!

               Dimenticavo che, per contraddistinguermi in mezzo ad una miriade di altre specie, decisero di fornirmi di una casacca a due colori che avrebbe, negli anni, rappresentato ciò che, se alzo gli occhi in alto, vedo anche adesso: il blu del cielo sereno e il bianco delle nuvole che, qua e là, lo accompagnano!

               Quei colori, nel tempo, mi hanno identificato: certo, nei miei anni migliori la televisione era in bianco e nero e, in coincidenza con l'avvento del colore è inevitabilmente iniziato il mio declino!

               Ho iniziato ad indebolirmi fisicamente perchè, inevitabilmente, le razioni di viveri sono calate: dall'affrontare (e qualche volta ferire) le squadre più blasonate del calcio europeo sono purtroppo scivolata su pur dignitosi campi di periferia ove, spesso, mi lanciavano bocconi intrisi di veleni che, qualche volta, sono risultati indigesti!

               Intorno a me, però, c'è sempre stato un popolo che non mi ha mai lasciato sola e che non si è mai rassegnato ad una mia eventuale scomparsa: vero che, una volta, erano decine di migliaia di persone che, settimanalmente, venivano a farmi visita!

               Pensate che, a volte, venivano posticipate le partite per consentire a più gente possibile di venirmi a vedere!

               Poi, con molto rammarico, questo popolo è calato di parecchie unità che, però, si sono attaccati alla mia coda, mi hanno seguito ed invaso paesi e città che venivano a trovarsi sulla mia strada!

               Qui, dalla panchina, rivivo le emozioni che ho provato e fatto provare: la serie A, per esempio  Inter, Milan, Juventus, Roma, Napoli, Fiorentina, il Grande Torino e via dicendo che, almeno una volta, qui ci hanno lasciato le penne!

               Cribbio come brucia questo sole che si mischia con la leggera brezza che tiene irto il mo pelo!

               Questa luce mi riporta alla mente quasi un secolo di avventure con retrocessioni, play off persi, arbitri inseguiti, gente che ha pianto per le mie debaclè e mi ricordo tutte quelle domeniche in cui il mio popolo credeva in me ed in cui sono caduta ad un passo dal traguardo!

               Nonostante tutto, però, non mi sono mai sentita abbandonata da quel che resta del mio popolo che ha sempre avuto la forza, la costanza e la fiducia di accarezzarmi, di sostenermi e di urlarmi nelle orecchie la sua fede e la sua passione!

               E' soprattutto per loro che, almeno sino ad oggi, sono riuscita a non mollare perchè ne io, ne loro conosciamo quella parola!

               Questo nonostante tutti i truffatori, faccendieri, dirigenti mezze tacche che sono venuti a impregnare quest'ambiente; nonostante ci siano stati personaggi incapaci di comportarsi con lealtà, sportiva e non; nonostante le tante cocenti delusioni che so di aver cagionato al mio popolo e che, ancora, porto sul mio pelo arruffato!

               Non ho mai smesso di lottare come qualche ragazzo che, in campo, non tirava mai indietro la zampa; come qualcuno che la zampa ce l'ha lasciata; come qualcuno che, sul campo, ci ha lasciato la vita; come quei tanti…domatori che, su questo prato, hanno tentato di insegnare il difficile mondo del calcio; come quei tanti tigrotti che, partiti da quest'erba, hanno scalato i vertici del calcio nazionale!

               Ho avuto tanti...padroni che mi hanno voluto bene e non mi hanno mai fatto mancare nulla: Marcora, Cerana, Candiani, Mancini, Campo, Vender tutta gente che mi ha permesso di mantenere intatta la mia splendida livrea!

               Ho avuto, però, anche tanti poco limpidi...circensi che mi hanno tradita, offesa, umiliata gettandomi alla mercè dell'opinione pubblica non per i risultati del campo ma per ciò che, ad arte, si sono via via costruiti attorno al mio nome sfruttando i miei colori, la mia lealtà e la mia storia!     

               Qualcuno di loro dice di aver vinto ma in realtà ci ha riportato indietro di quarant'anni!

               Qualcun altro, con Busto Arsizio, centra solo per la rima del cognome! C'è chi ha tentato di mettermi il collare ma il mio popolo l'ha scacciato!

               Qualcuno è arrivato solo per la recita di Natale!

               Qualcuno sbatte la porta dicendosi deluso dal mio popolo e qui, davvero, mi arrabbio e torno a diventare quella che sono: una TIGRE!

               Io non sarà mai e poi mai delusa dal mio popolo: quei mille o poco più che, nei limiti delle loro possibilità, mi seguono ovunque, mi incitano e fanno dei miei risultati il loro umore!

               Quel popolo che, da sempre, paga di tasca propria per sostenermi; quello che ha sempre difeso la mia e la sua dignità; quello che ha subito sconfitte inaccettabili e gogne mediatiche assurdamente conclamante; quello che, però, anche il giorno dopo una delusione è sempre stato pronto a mettersi al collo la sciarpa bancoblù, ha preso in mano la bandiera e, magari sottovoce, ha lanciato quel ruggito che da, da sempre, fa parte della mia dotazione!

               Chiunque ha fatto del male a me, lo ha fatto anche al mio popolo: ed i miei artigli saranno sempre pronti a combattere assieme a lui! Non importa in quale circo o zoo finirò da domani perchè, ne sono certa, non sarò mai sola!

               Anche per oggi sta calando il sole di quest'altra giornata senza nulla; un altro giorno è passato senza aver certezza alcuna: mi ritiro nel mio antro perchè, a novantasei anni, l'umidità della notte può essere nociva!

               Qualcosa mi dice che, forse, arriveranno altri... impresari: altre persone in cui devo forzatamente sperare per un felice proseguimento della mia ruggente carriera!

               Del resto non sto a scegliere in che piazze mi esibirò perchè, l'unica cosa che conta è lo spettacolo: "The show must go on!"

               Spero però, in tante giornate di sole da vivere e non solo da ricordare per poter, speriamo presto, poter entrare in campo, guardarmi intorno e salutare ancora per cent'anni il io popolo: col ruggito dei tempi migliori!!

                                                                          Con affetto, la Tigre!!

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