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Con l’avvio della nuova stagione sembrano tornare la normale normalità dopo le vicende dello scorso anno che vorremmo definitivamente dimenticare.
Parte la stagione con un organico composto da persone per bene come mister Tomasoni e l’ex tigrotto Merlin e quando si parla di ex tigrotti si parla di garanzie.
Si parte con la preparazione e con una situazione societaria consolidata dopo i dubbi del passato. Non sappiamo e non ci interessa quale sia, quante quote abbia o meno in mano Patrizia Testa e quante Pietro Vavassori, sono cose che non ci competono. Quello che ci interessa è sapere che la Pro Patria è salva, parteciperà al campionato e che probabilmente ci sarà chi garantirà un futuro. Quando, come e perché, non lo sappiamo e non lo vogliamo sapere. Basta che ci sia.
Ci interessa la normale normalità, ossia poter andare allo stadio e tifare la nostra squadra, che non è di Vavassori o di Testa, ma è la nostra, di tutti noi.
Ci hanno dato molto fastidio gli episodi accaduti nel recente passato e siamo stati in prima fila ad esprimere la nostra amarezza e indignazione, ma crediamo che occorra buttarli alle spalle e dimenticarli. Non cancellarli, ma solo archiviarli per evitare che il passato possa incidere sul presente e sul futuro.
Si sono fatti errori? Certamente sì, ma li abbiamo già pagati a sufficienza.
Forse, soprattutto in questo periodo, meno se ne parla e meglio è per tutti, a meno che non ci si diverta a remare contro la Pro Patria a costo di vedere colpito il proprietario.
Certamente tutti, noi per primi, abbiamo sofferto per gli esodi, i franchising gestionali, il modo con cui è arrivata la retrocessione e tanto altro di cui abbiamo qui scritto, ma dobbiamo guardare avanti e avere fiducia nel duo Vavassori-Testa.
Due nomi certi sui quali fare riferimento, uno in grado di chiudere le pendenze debitorie passate, l’altra di garantire un futuro sereno. Due alpinisti d’alta quota di sicuro affidamento finanziario. Gente che non ha bisogno di troppi sherpa nel proprio team in cerca di gloria o che potrebbero subire le conseguenze dell’aria rarefatta delle alte quote o gente che si confonde sul fatto che prima di piantare la bandiera in cima alla montagna occorre scalarla e non solo vederla in fotografia.
Inutile, a nostro avviso, chiedersi il motivo per il quale si riparta da Vavassori che forse con la sua mossa ha spiazzato tutti e tutti, soprattutto chi aveva sposato la causa ed era vicino a realizzare l’impresa.
Chissenefrega se il risultato finale garantisce continuità. E’ chiaro al mondo intero che tra Vavassori e Testa è accaduto qualcosa che ha sparigliato le carte del mazzo iniziale.
Cosa non lo sappiamo, lo possiamo solo immaginare, ma se questo significa un vantaggio la Pro Patria ben venga. Chissà che per una volta dal mazzo non si peschi il jolly invece della solita “peppatencia”. Chissà che al posto di avere in mano una coppia di fanti non sbuchi un poker d’assi.
Certamente, in un mondo ideale ci saremmo aspettati un passaggio di mano immediato, ma non è avvenuto, ma prima o poi avverrà. Chissà perché non subito ma dopo non lo sapremo mai, certo è che questo non ci sembra un motivo di instabilità così preoccupante e nemmeno elemento per scatenare mille perché e per come. Sono altre le anomale normalità che ci hanno dato fastidio, questa è al confronto una normalissima normalità che ci facciamo bastare. Adesso forza ragazzi, quelli sul campo che sono l'orgoglio della nostra passione.

Flavio Vergani

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