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Avete presente i grandi balli che si facevano una volta (e che vediamo oggi nei film) in cui la bellona di turno viene contesa sempre da due giovanotti? Se avete presente non c’è immagine migliore per raccontare quello che sta vivendo in queste ultime settimane la nostra Pro Patria.

Da qualche tempo a questa parte l’attuale proprietà ha imbastito una trattativa con una cordata interessata all’acquisizione del nostro brand che, seppur negli ultimi anni è stato bistrattato, è sempre sinonimo di storia e qualità. Sebbene in questi casi il silenzio è d’obbligo non è giustificabile il muro d’ovatta creatosi intorno alle sorti della nostra beneamata arrivando, le varie testate giornalistiche locali, a predicare chi ottimismo chi invece a dire che tutto è finito nel peggiore dei modi.

Ecco, forse questo adesso fa più rabbia che la trattativa in sé o le recriminazioni contro, a quanto pare, ancora l’attuale proprietà; perché il tifoso o il semplice appassionato deve rimanere all’oscuro di tutto essendo il fruitore del prodotto? Il rischio è quello di creare, oltre ad un danno d’immagine e cadere nel ridicolo, ulteriore disinteresse e disinnamoramento verso la squadra con ricadute in marketing, vendita di biglietti, partecipazioni alle manifestazioni intorno alla squadra ecc … E ve lo dice uno che di economia ci capisce ben poco …

Quello che non si riesce anche a capire è l’atteggiamento dell’attuale proprietà la quale lancia il sasso ma poi ritrae la mano. Senza voler ledere o creare un danno d’immagine a nessuno dato che la mia è solo una considerazione, non riesco proprio a capire l’amore e odio che si ha verso la Pro Patria e suoi tifosi dato che un giorno si dice che mai e poi mai si sarebbe continuati quest’avventura per poi invece metterci ancora “il grano” perché non se la sente di farla morire. Gesto nobile a cui siamo grati ma perché allora tutte quelle dichiarazioni negative? Cosa si vuole fare realmente della Pro?

In questo momento bisogna mettere in secondo piano le trattative di vendita, o meglio non devono essere la necessità primaria; quello che serve ora è quello di creare in  tempo uno staff tecnico e una squadra che non ci faccia intercorrere negli imperdonabili ritardi della passata stagione con le conseguenze che abbiamo visto e pagato a caro prezzo. A patto però che si crei qualcosa di decente, non un cosa campata per aria affidandola magari a persone di dubbio curriculum. Nel frattempo se l’intenzione è quella di passare la mano dopo questi aggiustamenti si continui nelle trattative o se ne intavolino altre e, costruire una squadra appetibile, è nell’interesse di chi vuole passare la mano il quale potrebbe ricavarci qualcosa e non nulla come in questo momento.

In attesa di schiarite e notizie fresche che abbattano la calura che ci opprime climaticamente e calcisticamente … sempre forza Pro!

ANDREA D’EMILIO

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