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Finalmente si torna in campo. Domani la Pro Patria si radunerà al Busto Arsizio dove rimarrà per tutto il periodo di preparazione. Tanti giovani per ora, più Zaro e Vernocchi (che rientra da Reggio Emilia) agli ordini di mister Tomasoni, mentre il nuovo direttore sportivo Merlin avrà il compito di completare la rosa con quel che serve per un campionato senza patemi.

Per i due è pronto un contratto biennale, una eccezione delle regole vavassoriane che hanno sempre preferito i contratti annuali.

Forse  una blindatura strategica per dare sicurezza a Merlin e  Tomasoni  e rispondere con incisività a chi, prima ancora di acquistare l’appartamento, pensava già di cambiare i mobili e le piastrelle.

Il padrone sono io e decido io, questa la sintesi di patron Vavassori che è “il nuovo” proprietario della Pro Patria dopo che la stessa è stata data per ceduta diverse volte durante questi mesi, senza che quel “è tutto fatto” portasse al passaggio delle quote.

Il feeling tra Vavassori e Patrizia Testa ritenuta dal patron persona seria e degna di accedere ai posti di comando di via Cà Bianca potrebbe avere aperto scenari importanti inaspettati per la stessa imprenditrice bustocca.

L’uscita di Vavassori dalla Pro Patria si prospetta ora più certa che nel passato, quando mancavano interlocutori seri e con disponibilità economica, ma con tempi medio lunghi e con un passaggio di consegne articolato e molto dettagliato in termini di scadenze da rispettare.

In questo periodo la sensazione è che il patron possa condividere con Patrizia Testa  le esperienze sportive fin qui maturate con un ruolo consulenziale di primo livello, utile per potersi muovere con maggior sicurezza e disinvoltura in questo difficile mondo.

Un modo per chiarirsi le idee anche sotto il punto di vista dello staff che la dovrà accompagnare nel suo futuro impegno di timoniere dei tigrotti.

E questo, a nostro avviso, è senza dubbio un valore aggiunto per la Pro Patria, si potrà dire tutto e il contrario di tutto su Vavassori e il suo staff, ma a livello di competenza sportiva e conoscenza dei giocatori la discussione sta a zero. Vavassori e il fido Ferrara hanno avuto fiuto nello scovare nuove promesse e centrare obiettivi importanti a Busto e a Reggio. Un solo grande errore, ossia il franchising gestionale con Ulizio, non può certamente cancellare una realtà che sotto questo punto di vista è inopugnabile.

Poter contare su questa vicinanza durante il periodo di passaggio delle consegne è cosa importante e che potrebbe anche avvicinare a Patrizia Testa figure di riferimento non per forza riconducibili a quelle del gruppo iniziale.

Insomma, Vavassori potrebbe vivere il suo periodo di “preavviso” a stretto contatto con la sua sostituta in un clima sereno e di collaborazione utile per il miglior insediamento di Patrizia Testa in via Cà Bianca.

Abbiamo sognato l’altro giorno a riguardo della riammissione della Pro Patria in Lega Pro, oggi ci concediamo un altro piccolo sogno e ci chiediamo che realtà potrebbe vivere Busto con una dirigenza formata da tre persone che si stimano e si rispettano come Vavassori, Testa e Zaro.

Ma chi vive sognando…

Flavio Vergani

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